Nella giornata di ieri, 3 maggio 2025, si è svolta un’importante festa gitana presso l’Aula Paolo VI in Vaticano, presieduta da Papa Leone XIV. L’evento, intitolato “La speranza è itinerante”, si inserisce nel contesto del “Giubileo dei Rom, Sinti e Camminanti”, organizzato dal Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale in collaborazione con la Fondazione Migrantes della CEI, la Comunità di Sant’Egidio e il Vicariato della Diocesi di Roma. La manifestazione ha visto la partecipazione di numerosi pellegrini, che hanno animato la giornata con danze e musica popolare, creando un’atmosfera di festa e condivisione.
Un messaggio di solidarietà e inclusione
Durante l’evento, i pellegrini hanno dedicato un canto speciale a Papa Leone XIV, il quale ha risposto con applausi e abbracci all’artista che ha eseguito il brano. Il Pontefice ha colto l’occasione per esprimere un messaggio di solidarietà e inclusione, sottolineando l’importanza della dignità nel lavoro e nella preghiera come strumenti di lotta contro la diffidenza e la paura. “Salutando i fratelli e sorelle Rom, Sinti e Caminanti”, ha esordito il Papa, esortandoli a essere protagonisti di un cambiamento positivo nella società.
La storia millenaria dei Rom
Papa Leone XIV ha riflettuto sulla storia millenaria dei Rom, evidenziando come, per quasi mille anni, questi popoli siano stati pellegrini e nomadi in un contesto che ha frequentemente costruito modelli di sviluppo ingiusti. Ha messo in evidenza come le società “progredite” abbiano emarginato i Rom, relegandoli ai margini delle città e dei diritti fondamentali. La mancanza di accesso a risorse essenziali come elettricità e acqua nelle loro comunità è stata denunciata dal Pontefice, che ha collegato questa marginalizzazione alle attuali ingiustizie sociali e alle disuguaglianze economiche globali.
Persecuzioni e discriminazioni storiche
Nella sua allocuzione, il Papa ha ricordato le persecuzioni e le discriminazioni storiche subite dai Rom, affermando che, nella fede in Gesù Cristo, si può trovare forza e speranza. “La pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo”, ha detto, incoraggiando i presenti a riconoscere i valori di dignità e orgoglio che i Rom rappresentano. Ha sottolineato che i Rom, in quanto portatori di una cultura ricca e significativa, possono contribuire a un cambiamento di rotta nella società.
La presenza dei Rom nelle periferie
Il Pontefice ha proseguito affermando che la presenza dei Rom nelle periferie dell’Occidente è un segno importante per lavorare all’eliminazione delle strutture di peccato e per promuovere una convivenza più pacifica e giusta. Ha citato le parole di Papa Benedetto XVI, che nel 2011 aveva esortato i Rom a liberarsi da ogni attaccamento ingiusto e a rimanere itineranti nello Spirito. Con un appello accorato, Papa Leone XIV ha invitato i Rom a non scoraggiarsi, ricordando loro la bellezza salvifica della loro cultura e della loro condizione itinerante.
Il valore della dignità e della speranza
Concludendo il suo messaggio, il Papa ha ribadito l’importanza della dignità in ogni aspetto della vita, sottolineando il valore della famiglia, del lavoro e della preghiera. Ha esortato i presenti a continuare il loro cammino con coraggio e determinazione, mantenendo viva la speranza per un futuro migliore.
