Trump: la fine della guerra potrebbe arrivare presto senza i Tomahawk

Rosita Ponti

Ottobre 18, 2025

Donald Trump ha espresso ottimismo riguardo alla possibilità che il conflitto in **Ucraina** si concluda rapidamente, durante un incontro alla **Casa Bianca** con il presidente ucraino **Volodymyr Zelensky**. Quest’ultimo, giunto a **Washington** il 12 gennaio 2025 per la sua terza visita dell’anno, ha mostrato segni di scoraggiamento dopo una telefonata inaspettata tra **Trump** e il presidente russo **Vladimir Putin**, che ha portato alla programmazione di un vertice a **Budapest**.

Il colloquio tra Trump e Zelensky

Durante l’incontro, avvenuto nella **Cabinet Room** e non nello **Studio Ovale**, **Trump** ha accolto **Zelensky** con complimenti per il suo abbigliamento, lodando la sua “bellissima giacca” nera. Tuttavia, il presidente americano ha subito ribadito la sua posizione riguardo ai **missili Tomahawk**, affermando che la loro fornitura a **Kiev** rappresenterebbe un’escalation del conflitto. **Trump** ha sottolineato che anche gli **Stati Uniti** necessitano di tali armamenti per la propria difesa, lasciando intendere che la questione dei missili sarebbe stata discussa in modo più approfondito.

Fino a poco prima, **Trump** sembrava disposto a inviare i missili a lungo raggio all’**Ucraina**, addirittura minacciando **Putin** durante la loro ultima conversazione. Tuttavia, il presidente americano ha utilizzato questa leva come strumento di pressione, riuscendo a ottenere un nuovo incontro con **Putin** a **Budapest**, previsto tra due settimane. Questo incontro segue un precedente vertice ad **Anchorage**, in **Alaska**, che si è rivelato teso, con **Putin** che ha cercato di giustificare l’invasione russa, mentre **Trump** ha interrotto le discussioni.

Le prospettive per la pace

**Trump** ha affermato che ora **Putin** desidera una conclusione del conflitto, sostenendo che ci sono “ottime chance” di raggiungere la **pace**. Il presidente americano ha proposto **Budapest** come sede del prossimo incontro, giustificando la sua scelta con la sua ammirazione per **Viktor Orbán**, il primo ministro ungherese. Tuttavia, questa decisione potrebbe complicare la situazione, considerando che **Putin** è ricercato dalla **Corte Penale Internazionale** per crimini di guerra. Inoltre, la scelta di **Budapest** potrebbe apparire provocatoria per **Kiev**, dato che la capitale ungherese è stata teatro della firma del **Memorandum di Budapest** nel 1994, che garantiva la sicurezza all’**Ucraina** in cambio della rinuncia alle armi nucleari.

**Trump** ha escluso un vertice trilaterale con **Zelensky** e **Putin**, affermando che tra i due leader c’è “troppo odio” per poter raggiungere un accordo. **Zelensky**, dal canto suo, ha elogiato gli sforzi di **Trump** per la **pace** in **Medio Oriente**, sperando che possano influenzare positivamente anche la situazione in **Ucraina**.

Le richieste di Zelensky

Nel corso del suo intervento, **Zelensky** ha espresso la sua convinzione che **Putin** non sia ancora pronto per la **pace**, ma ha manifestato fiducia nel potere di **Trump** di contribuire alla fine del conflitto. Ha sottolineato la necessità di un **cessate il fuoco** e ha ribadito che l’**Ucraina** è pronta a discutere qualsiasi forma di dialogo, bilaterale o trilaterale. **Zelensky** ha anche evidenziato l’urgenza di ricevere garanzie di **sicurezza** e, in particolare, **missili Tomahawk**.

In risposta, **Trump** ha mostrato interesse per la tecnologia avanzata dei **droni** ucraini, ma ha lasciato intendere che al momento l’**Ucraina** potrebbe ricevere solo i sistemi **Patriot**. Nel frattempo, il **Financial Times** ha riportato che l’**Unione Europea** sta considerando di utilizzare parte di un prestito di 140 miliardi di euro garantito dai beni russi congelati per acquistare armi statunitensi da inviare all’**Ucraina**.

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