Tumore al seno in fase precoce: una nuova terapia orale aumenta la sopravvivenza

Veronica Robinson

Ottobre 18, 2025

La molecola Abemaciclib ha dimostrato di prolungare la sopravvivenza nelle pazienti affette da tumore al seno in stadio precoce, ormonosensibile e HER2 negativo, ad alto rischio e con linfonodi positivi, grazie a un trattamento di due anni. Questa terapia adiuvante, somministrata dopo l’intervento chirurgico, ha mostrato una riduzione del rischio di morte del 15,8% rispetto alla sola terapia endocrina (Et) e ha portato a un miglioramento sostenuto nel tempo della sopravvivenza libera da malattia invasiva e della sopravvivenza senza recidive. Questi risultati emergono dallo studio di Fase 3 MonarchE, i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista Annals of Oncology e presentati in una sessione late-breaking al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) nel 2025. I dati sono stati successivamente presentati alle autorità sanitarie di regolamentazione a livello globale.

Effetti del trattamento con Abemaciclib

Il trattamento combinato di Abemaciclib e terapia endocrina ha portato a una significativa riduzione del rischio di recidiva a sette anni, mantenendo i risultati nel tempo. In particolare, il 32% in meno delle pazienti trattate ha sviluppato una malattia metastatica rispetto a quelle sottoposte esclusivamente a terapia endocrina. Lo studio MonarchE ha coinvolto un ampio campione di 5.637 pazienti, reclutati in oltre 600 centri distribuiti in 38 Paesi. Lucia Del Mastro, direttore della Clinica di Oncologia Medica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha sottolineato che nel 2024 in Italia sono stati stimati quasi 53.700 nuovi casi di carcinoma mammario, il tipo di tumore più comune nella popolazione.

Del Mastro ha evidenziato come lo studio MonarchE abbia incluso pazienti ad alto rischio di recidiva, che rappresentano circa il 15% delle donne con tumore al seno con recettori ormonali positivi. Queste pazienti, caratterizzate da un interessamento linfonodale esteso, avevano un forte bisogno di migliorare i risultati terapeutici, una necessità che è stata affrontata grazie ai dati emersi dallo studio e alla disponibilità di Abemaciclib.

Importanza della sopravvivenza per le pazienti

Per le pazienti affette da tumore al seno, l’obiettivo primario è la sopravvivenza. L’associazione di Abemaciclib con la terapia endocrina rappresenta una vera e propria novità dopo oltre vent’anni, in grado di garantire un sostanziale miglioramento della sopravvivenza globale. Valentina Guarneri, direttore della Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS di Padova, ha commentato che questi risultati segnano un progresso significativo nel trattamento delle pazienti con tumore al seno in fase precoce, ormonosensibile e HER2 negativo, ad alto rischio di recidiva. La possibilità di aumentare il numero di pazienti guarite è un obiettivo fondamentale, e i risultati dello studio MonarchE rappresentano un passo importante in questa direzione.

×