La presidenza danese dell’Unione Europea ha comunicato che gli Stati membri hanno raggiunto un accordo unanime per l’adozione del 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Questa decisione, presa in data 12 ottobre 2025, prevede diverse misure, tra cui il divieto di importazione di gas naturale liquefatto (GNL) russo a partire dal 2027.
Un diplomatico dell’Unione Europea ha confermato che l’ultima obiezione è stata ritirata dallo Stato membro della Slovacchia, dove il Primo Ministro Robert Fico aveva precedentemente espresso il suo veto. L’intesa è stata raggiunta proprio poche ore prima dell’apertura del vertice dei leader dell’UE a Bruxelles.
In precedenza, il pacchetto di sanzioni era stato ostacolato anche dall’Austria, che aveva richiesto il rilascio di alcuni beni russi congelati per essere trasferiti alla Raiffeisen Bank come forma di risarcimento. Tuttavia, il consenso finale ha permesso di superare queste difficoltà.
Restrizioni sui diplomatici russi
Un altro aspetto significativo del nuovo pacchetto riguarda le limitazioni alla libertà di movimento dei diplomatici russi all’interno dell’Unione Europea. In base all’accordo raggiunto, i diplomatici dovranno notificare in anticipo la loro intenzione di entrare in un determinato Paese. Ogni Stato membro avrà la facoltà di decidere se concedere o meno l’accesso. Questa normativa, di natura volontaria, ha portato anche l’Italia, inizialmente scettica, ad accettare le nuove misure.
Misure economiche e finanziarie
La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato a settembre che il nuovo pacchetto di sanzioni si concentrerà sulle scappatoie finanziarie che la Russia utilizza per aggirare le restrizioni già in vigore. Tra le misure proposte vi è un divieto sulle transazioni in criptovaluta, mentre altre banche russe e quelle di paesi terzi saranno soggette a nuove restrizioni.
In aggiunta, il pacchetto prevede l’imposizione di restrizioni all’esportazione per diverse decine di aziende russe e di paesi terzi che forniscono tecnologia all’industria bellica russa.
Effetti delle sanzioni sull’economia russa
Ursula von der Leyen ha ribadito che le sanzioni imposte alla Russia stanno producendo effetti significativi. Ha sottolineato che la Russia ha posto l’allentamento delle restrizioni come una delle sue principali richieste, dimostrando così l’efficacia delle misure adottate. “Le nostre sanzioni sono uno strumento efficace di pressione economica. Continueremo a utilizzarle finché la Russia non si siederà al tavolo dei negoziati con l’Ucraina”, ha affermato la Presidente.
Secondo von der Leyen, l’economia bellica russa è in uno stato critico, con un tasso di interesse che ha raggiunto il 17% e un’inflazione persistentemente elevata. Le entrate della Russia e l’accesso ai finanziamenti sono in costante diminuzione, evidenziando la pressione economica a cui il Paese è sottoposto.
