Arrestata una consulente finanziaria: 112 clienti truffati nel Nord Italia per 3 milioni di euro

Rosita Ponti

Ottobre 23, 2025

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Savona, il 15 gennaio 2025, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di una consulente finanziaria e bancaria. L’operazione è stata condotta sotto l’egida della Procura della Repubblica di Savona e ha come obiettivo la vigilanza sui mercati finanziari e la protezione dei risparmiatori. La consulente, pur essendo formalmente in pensione e cancellata dall’albo dal 2014, avrebbe continuato a gestire e raccogliere i risparmi di numerosi clienti, alcuni dei quali già fidelizzati grazie alle precedenti esperienze con lei.

Accuse e violazioni

Le accuse mosse nei confronti della consulente e dei suoi familiari comprendono abusivismo finanziario, truffa aggravata, riciclaggio, impiego di denaro proveniente da attività illecite e autoriciclaggio. Queste violazioni sono emerse a seguito di un’analisi approfondita delle operazioni sospette sui conti correnti del nucleo familiare, che hanno rivelato movimentazioni in entrata superiori ai cinque milioni di euro dal 2020 al 2025. Le causali di queste transazioni risultavano generiche e sono state accompagnate da segnalazioni di soggetti truffati dalla consulente, insoddisfatti per la mancata restituzione di somme di denaro negli ultimi due anni.

Indagini e prove raccolte

Le indagini, condotte dalla polizia giudiziaria su mandato dell’Autorità Giudiziaria, hanno incluso una meticolosa analisi dei conti e interrogazioni alle banche dati del Corpo, oltre a interazioni con organismi di regolazione e vigilanza. Queste attività hanno portato alla raccolta di prove significative contro la consulente, la quale, nonostante la sua esperienza nel diritto bancario e finanziario, ha continuato a raccogliere risparmi da 112 clienti promettendo rendimenti elevati. L’ordinanza del GIP ha messo in luce che la consulente non era iscritta a nessun albo della Banca d’Italia, della Consob o dell’Ordine dei Consulenti Finanziari.

Modalità operativa e frode

In aggiunta, l’indagata ha presentato ai clienti prospetti falsificati riguardanti investimenti in fondi comuni di diritto lussemburghese. La modalità operativa ricostruita dagli inquirenti si è rivelata essere un schema Ponzi, in cui gli investimenti promessi non venivano realmente effettuati per conto dei clienti. I fondi raccolti venivano invece trasferiti nei conti correnti della consulente, dei suoi familiari o della società di famiglia. La clientela, composta da individui di età compresa tra i 30 e i 70 anni e da diverse categorie professionali, ha subito perdite significative.

Sequestro e recupero

Per garantire un risarcimento adeguato alle vittime della frode, è stato disposto il sequestro dei profitti illeciti ottenuti dalla consulente e dai familiari. Le Fiamme Gialle hanno quindi provveduto a congelare liquidità, un autoveicolo di pregio e 23 beni immobili situati nel Ponente Ligure. Infine, con il nulla osta della Magistratura, è stata avviata una verifica fiscale in collaborazione con l’Ufficio delle Entrate, che ha portato al recupero di circa tre milioni di euro di proventi illeciti evasi.

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