In Parlamento si discutono 4.500 emendamenti alla manovra: le reazioni di sindacati e imprese

Rosita Ponti

Ottobre 23, 2025

La legge di bilancio del 2025 ha recentemente ottenuto l’approvazione della Ragioneria di Stato, ricevendo la “bollinatura” che certifica la copertura finanziaria delle misure proposte. Tuttavia, il testo si prepara a entrare nel dibattito parlamentare in un clima di tensione, con una maggioranza divisa e critiche serrate da parte di opposizioni, sindacati e associazioni di categoria, che definiscono la manovra carente in termini di crescita e giustizia sociale.

Le controversie sulla cedolare secca

Uno dei temi più controversi riguarda l’innalzamento della cedolare secca sugli affitti brevi, fissata al 26%. La misura è stata modificata, applicandosi solo ai proprietari che non utilizzano piattaforme di intermediazione come Airbnb o Booking. Questa limitazione ha suscitato forti reazioni da parte di Confedilizia e Forza Italia, che hanno annunciato la loro opposizione in Parlamento, chiedendo l’abrogazione totale della norma. Le tensioni all’interno della maggioranza si intensificano, rendendo incerto il futuro di questa disposizione.

Il Parlamento e gli emendamenti in discussione

In Parlamento, il dibattito si preannuncia acceso, con oltre 4.500 emendamenti già presentati. Le forze di opposizione, in particolare il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, hanno depositato migliaia di proposte, denunciando l’iniquità della manovra e il mancato rispetto delle promesse fatte in campagna elettorale. Le critiche si concentrano sui tagli all’IRPEF, ritenuti insufficienti, e sulla necessità di superare la Legge Fornero. Gli emendamenti presentati dal M5S ammontano a 1218, mentre il Partito Democratico ha presentato 918 emendamenti.

Altre forze politiche, come Italia Viva e Azione, hanno avanzato proposte per incentivare l’occupazione giovanile e migliorare la qualità degli investimenti pubblici. Alleanza Verdi e Sinistra critica l’intera manovra, sostenendo che favorisca i redditi più alti e non affronti adeguatamente le necessità dei lavoratori e dei pensionati. Anche il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’istruzione risultano sottofinanziati, con richieste di maggiori risorse e investimenti nella transizione ecologica.

Le reazioni dei sindacati

La manovra di bilancio ha suscitato reazioni contrastanti nel mondo sindacale. La CGIL, guidata dal segretario Maurizio Landini, ha espresso un giudizio severo, definendo il testo una “manovra contro il Paese e i lavoratori”, che ignora l’emergenza salariale. La UIL ha accolto positivamente alcune misure, come la detassazione sugli aumenti contrattuali, ma ha sottolineato che la manovra è complessivamente “insufficiente” senza riforme strutturali. La CISL ha chiesto maggiori finanziamenti per le politiche previdenziali e la sanità.

Le aspettative delle imprese

Le associazioni datoriali, tra cui Confindustria, hanno criticato la manovra per la sua mancanza di un reale impulso alla crescita economica. Gli industriali chiedono riforme strutturali e un’accelerazione sugli investimenti, evidenziando la necessità di un’IRES premiale e di valorizzare le Zone Economiche Speciali (ZES). Confartigianato ha richiesto una riduzione del carico fiscale e stabilità per i bonus edilizi, mentre Confesercenti ha espresso preoccupazione per l’impatto sulle attività turistiche derivante dalla nuova regolamentazione sugli affitti brevi. Confagricoltura ha accolto favorevolmente la riduzione della pressione fiscale, ma ha chiesto maggiori risorse per il settore agricolo.

La manovra si trova quindi in un momento cruciale, con il supporto della Ragioneria di Stato, ma di fronte a una battaglia politica che si preannuncia complessa, sia per le divisioni interne alla maggioranza che per le richieste di un Paese che cerca di rilanciare la crescita e l’equità.

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