Omicidio di Luciana Ronchi: il pm rivela 14 coltellate e brutalità sul viso

Veronica Robinson

Ottobre 23, 2025

Luciana Ronchi, una donna di 62 anni, è stata brutalmente assassinata a Milano il 21 ottobre 2025, con ben 14 coltellate, tra cui un attacco particolarmente violento al volto. L’ex compagno, Luigi Morcaldi, 64 anni, è attualmente detenuto con l’accusa di omicidio aggravato. Il procuratore di Milano, Marcello Viola, ha fornito dettagli inquietanti sulla dinamica dell’omicidio durante una conferenza stampa, sottolineando che dalle immagini delle telecamere di sorveglianza emerge un Morcaldi che si muove con “estrema determinazione e rapidità”. Viola ha espresso il suo profondo rammarico per l’ennesimo femminicidio che segna la città.

L’interrogatorio di Luigi Morcaldi

Nella serata del 22 ottobre, Luigi Morcaldi è stato interrogato dalle autorità. Durante l’interrogatorio, l’uomo ha mostrato segni di profondo turbamento, piangendo mentre cercava di spiegare le motivazioni dietro il suo gesto. Ha descritto il suo “fallimento di vita” e la frustrazione per la fine della sua relazione con Luciana, che ha considerato la causa delle sue difficoltà economiche. Morcaldi ha anche rivelato di aver gridato a Luciana, poco prima dell’aggressione: “Questa è casa mia, te ne devi andare”, un chiaro segno di una situazione di conflitto irrisolto tra i due.

Le circostanze dell’aggressione e il decesso di Luciana

Luciana Ronchi è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Niguarda, ma nonostante gli sforzi dei medici, è deceduta a causa delle gravi ferite riportate, tra cui una profonda lesione alla giugulare. La sua situazione clinica era critica fin dall’inizio, e il lungo intervento chirurgico non è riuscito a salvarle la vita. Le accuse nei confronti di Morcaldi sono state elevate da tentato omicidio a omicidio, in seguito al decesso della donna.

L’omicidio è avvenuto in via Grassini a Bruzzano, un’area periferica di Milano, dove Morcaldi ha colpito Luciana con un coltello, infliggendole ferite gravi a volto, braccia e gambe. La donna è stata trovata in strada, in condizioni disperate, da un passante che ha allertato i soccorsi.

La fuga di Luigi Morcaldi e il suo errore fatale

Dopo l’omicidio, Luigi Morcaldi ha tentato di fuggire, ma ha commesso un errore cruciale: ha riacceso il suo telefono, permettendo così alla Polizia locale di rintracciarlo e arrestarlo. Gli agenti hanno trovato il coltello utilizzato per l’aggressione in un cestino lungo via Grassini, confermando ulteriormente il suo coinvolgimento nel crimine.

La dinamica dell’aggressione e le testimonianze dei vicini

Secondo le testimonianze dei vicini, Morcaldi si era recato frequentemente sotto casa di Luciana, creando preoccupazione tra i residenti. Gli abitanti della zona avevano notato la sua insistenza e alcuni avevano anche rimproverato l’uomo per il suo comportamento invadente. Luciana, dopo la separazione dal marito, aveva iniziato una nuova vita con un compagno e sembrava aver trovato serenità. Tuttavia, Morcaldi, padre di un figlio avuto con Luciana, non aveva accettato la fine della relazione.

Una vicina ha raccontato di aver sentito un urlo e di aver visto sangue, descrivendo la scena come straziante. Altre testimonianze confermano che Morcaldi era stato visto appostato frequentemente, suscitando preoccupazioni tra i residenti. Luciana era una persona affettuosa e amante degli animali, e la sua morte ha lasciato un vuoto profondo nella comunità.

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