Troppi messaggi all’ex partner: la Cassazione stabilisce che è reato anche senza minacce

Rosita Ponti

Ottobre 23, 2025

Cercare di ripristinare una relazione attraverso messaggi e telefonate insistenti può costituire un reato, anche in assenza di minacce o insulti. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna per molestia emessa dal tribunale di Vibo Valentia nei confronti di un uomo. L’uomo, per un periodo di circa due settimane, aveva contattato la sua ex compagna decine di volte al giorno nel tentativo di convincerla a riprendere la loro relazione.

Il caso di Vibo valentia

La Corte ha ribadito che il comportamento dell’uomo rientra nel campo delle molestie. La donna coinvolta ha subito, per due settimane, un vero e proprio bombardamento di messaggi audio. Questa condotta non è accettabile e ha avuto un impatto significativo sulla vita privata della donna. Tra gli argomenti presentati dalla difesa, vi era il fatto che i tentativi di contatto erano durati solo 15 giorni e che la donna non aveva bloccato il numero dell’ex. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha ritenuto che, a causa della “petulanza” e della modalità “pesante e indiscreta” con cui l’uomo ha cercato di riconciliarsi, la vita della donna è stata influenzata in modo “sgradevole“.

Le implicazioni legali delle molestie

Questo caso solleva interrogativi importanti riguardo alle dynamiche relazionali e alle conseguenze legali di comportamenti considerati invadenti. La Corte ha sottolineato che anche senza minacce esplicite, l’insistenza e la pressione psicologica possono configurarsi come molestie, poiché alterano il normale svolgimento della vita quotidiana della persona coinvolta. La decisione della Cassazione non solo conferma la condanna dell’uomo, ma stabilisce anche un precedente significativo per futuri casi simili.

La sentenza mette in evidenza l’importanza di rispettare i confini personali e di comprendere che il rifiuto deve essere accettato senza tentativi di persuasione forzata. La giurisprudenza italiana sembra orientarsi verso una maggiore tutela delle vittime di molestie, riconoscendo che il benessere psicologico e la serenità di una persona non possono essere compromessi da comportamenti inopportuni, anche se privi di violenza fisica.

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