La recente sentenza della Cassazione, emessa nelle scorse ore, non ha annullato la condanna definitiva dell’ex senatore Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Questo verdetto si è concentrato sulle generose donazioni che Silvio Berlusconi ha effettuato nei confronti di Dell’Utri. Secondo la Procura di Palermo, tali contributi rappresenterebbero una ricompensa per il silenzio riguardo alle presunte origini illecite delle ricchezze di Berlusconi. Tuttavia, sia la Cassazione che il Tribunale di Palermo e la Corte d’Appello hanno chiarito ai magistrati della Procura che questa interpretazione è errata, in quanto non ci sono prove a sostegno di tali affermazioni.
Commento dell’avvocato Ingroia
Dopo la sentenza, l’avvocato Antonio Ingroia, ex magistrato antimafia, ha commentato la questione durante un intervento su Radio Cusano Campus, all’interno del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano. Ingroia ha sottolineato che la situazione era già nota: “Io indagavo sia Berlusconi che Dell’Utri e all’epoca ho richiesto il rinvio a giudizio e successivamente la condanna di Dell’Utri, che è stata accolta. Ho invece chiesto l’archiviazione della posizione di Berlusconi, in quanto non c’erano prove riguardo a un’origine illecita delle sue fortune”.
La posizione di Berlusconi
L’avvocato ha aggiunto che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Berlusconi non è stato colluso con la mafia. “È stato dimostrato che Berlusconi pagava il pizzo a Cosa Nostra, ma questo non costituisce un reato per lui; rappresenta un reato per Dell’Utri, che ha agito come intermediario per Cosa Nostra”. Ingroia ha ribadito con fermezza che, tecnicamente, è errato affermare che Berlusconi fosse colluso con la mafia, un concetto che ha sempre sostenuto nel corso degli anni, contrariamente ad altri.
Il dibattito sulle donazioni
In sintesi, la questione delle donazioni e il loro significato legale rimangono al centro del dibattito, con le istituzioni giudiziarie che continuano a chiarire la posizione di Berlusconi e Dell’Utri in questo complesso intreccio di relazioni e accuse.
