Bologna, famiglie costrette a lasciare le abitazioni per un nuovo b&b: polemiche e tensioni

Veronica Robinson

Ottobre 24, 2025

Un’operazione di sfratto ha colto di sorpresa il collettivo Plat, che ha denunciato la modalità con cui è stata eseguita. Il 15 marzo 2025, a seguito di un intervento delle forze dell’ordine, una famiglia è stata costretta a lasciare il proprio alloggio. Una portavoce del collettivo ha dichiarato che solo dieci giorni prima, i rappresentanti dell’Acer, l’ente gestore degli alloggi, avevano incontrato il gruppo, richiedendo i nominativi delle famiglie in difficoltà per fornire supporto.

La causa della decadenza

Il collettivo sostiene che la causa della decadenza dell’alloggio non sia riconducibile a morosità, bensì a un controllo di permanenza effettuato in un momento in cui l’intestataria dell’abitazione era al lavoro. Nel frattempo, altri membri della famiglia si trovavano all’estero, lasciando in casa solo un fratello dell’assegnataria. La portavoce ha sottolineato come sia inaccettabile che una famiglia possa perdere la propria casa popolare, considerata l’ultima risorsa dopo un lungo percorso con i servizi sociali, solo per non essere presente durante un’ispezione.

Impatto sulle famiglie vulnerabili

Questa situazione ha generato preoccupazione tra i membri del collettivo, che evidenziano l’impatto devastante che tali azioni possono avere sulle famiglie vulnerabili. La portavoce ha affermato che ripartire da zero in queste circostanze significa affrontare tempi di attesa che possono arrivare fino a sette anni per ottenere una nuova sistemazione. La questione solleva interrogativi sulle politiche di gestione degli alloggi e sulla protezione delle famiglie in difficoltà, in un contesto già segnato da precarietà e mancanza di risorse.

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