Garlasco, Maruotti (ANM): “I magistrati possono commettere errori, è un processo mediatico”

Rosita Ponti

Ottobre 24, 2025

Il dibattito che circonda il caso di Garlasco si concentra sull’importanza del processo mediatico e sulle sue implicazioni per la giustizia. Rocco Gustavo Maruotti, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), ha espresso le sue preoccupazioni riguardo a come la magistratura stia operando in un contesto di forte pressione mediatica. Durante un intervento su Radio Cusano Campus, all’interno della trasmissione “Battitori Liberi“, condotta da Gianluca Fabi e Savino Balzano, Maruotti ha sottolineato che anche le indagini che coinvolgono magistrati, come nel caso dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, dimostrano l’imparzialità del sistema giudiziario.

Il processo mediatico e la giustizia anticipata

Maruotti ha messo in evidenza come il processo mediatico possa influenzare l’opinione pubblica e, di conseguenza, il lavoro dei magistrati. Ha descritto la situazione attuale come una “giustizia senza processo“, dove le notizie vengono diffuse attraverso i media, creando una verità precostituita che non sempre corrisponde ai fatti. Questa forma di giustizia anticipata, ha affermato, può risultare dannosa, poiché si cerca di stabilire una verità senza avere gli strumenti adeguati per farlo.

Il segretario dell’ANM ha evidenziato che i magistrati devono mantenere la loro integrità e capacità di giudizio, nonostante le pressioni esterne e le aspettative del pubblico. La loro funzione è quella di applicare la legge, anche quando le loro decisioni possono non essere popolari. L’importanza di un sistema giuridico che rispetti il principio della presunzione di innocenza è stata ribadita, sottolineando che un indagato deve essere considerato innocente fino a prova contraria.

Il diritto di cronaca e la responsabilità dei giornalisti

Maruotti ha riconosciuto il ruolo fondamentale dei giornalisti nel garantire il diritto di cronaca, affermando che è essenziale che il pubblico venga informato. Tuttavia, ha avvertito che è cruciale bilanciare l’informazione con la responsabilità di non compromettere la presunzione di innocenza. La diffusione di notizie deve avvenire con cautela, tenendo presente l’impatto che può avere sulla vita delle persone coinvolte.

Il segretario ha anche fatto riferimento al fatto che gli errori sono parte della vita e che anche i magistrati possono commettere sbagli. La situazione a Garlasco rimane incerta, e Maruotti ha concluso il suo intervento esprimendo la volontà di osservare come si svilupperanno gli eventi in questo caso complesso. La discussione continua a mettere in luce le sfide che la giustizia deve affrontare nel contesto di una società sempre più influenzata dai media.

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