Dal 1988, gli sforzi globali per sradicare la poliomielite hanno portato a un notevole risparmio di vite umane e a una significativa riduzione della malattia. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Poliomielite, l’UNICEF ha fatto un bilancio della situazione attuale, evidenziando i progressi compiuti e le sfide ancora da affrontare.
Situazione attuale della poliomielite
Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 5 ottobre 2025, sono stati registrati 188 casi di poliomielite in tutto il mondo, un dato che rappresenta i livelli più bassi mai registrati. La malattia è ormai vicina all’eradicazione, essendo endemica soltanto in due nazioni: Afghanistan e Pakistan, dove nel 2024 si sono verificati 99 casi. Nonostante il numero di bambini paralizzati a causa del virus sia diminuito da 529 nel 2023 a 425 nel 2024, persistono focolai di difficile gestione.
Impatto della global polio eradication initiative
Dal 1988, anno di avvio della Global Polio Eradication Initiative (GPEI), gli sforzi per combattere la poliomielite hanno salvato 1,5 milioni di vite e hanno impedito a 20 milioni di persone di subire la paralisi. Questi sforzi hanno comportato un risparmio complessivo di oltre 27 miliardi di dollari. I casi di poliovirus selvaggio sono diminuiti del 99,9% da allora, grazie all’impegno di migliaia di vaccinatori e operatori sanitari che ogni anno raggiungono oltre 370 milioni di bambini in più di 40 paesi, somministrando oltre 1 miliardo di dosi di vaccino.
Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia, ha sottolineato l’importanza della vaccinazione e dei sistemi di sorveglianza. Ha avvertito che il virus può ripresentarsi in nazioni precedentemente libere dalla poliomielite se i tassi di vaccinazione calano e i sistemi di monitoraggio si indeboliscono. L’UNICEF continua a distribuire vaccini per proteggere oltre 400 milioni di bambini in circa 80 paesi.
Le sfide dell’eradicazione
Attualmente, i tagli ai finanziamenti globali per la sanità, uniti a conflitti in corso e alla riluttanza nei confronti dei vaccini, rendono questa fase finale dell’eradicazione della poliomielite la più complessa affrontata fino ad oggi. Le limitazioni di accesso e la debolezza dei sistemi di vaccinazione di routine complicano ulteriormente la situazione.
Tra il 1° e il 26 settembre 2025, l’UNICEF ha avviato un sondaggio globale attraverso la piattaforma U-Report, per raccogliere le opinioni dei giovani riguardo ai vaccini e alla poliomielite. Più di 180.000 giovani provenienti da 109 paesi hanno partecipato, rivelando una fiducia significativa nei vaccini: quasi 3 intervistati su 4 si dichiarano favorevoli. Tuttavia, il 7% degli intervistati non considera la poliomielite un problema nel proprio paese, e quasi 1 su 10 ha espresso scetticismo riguardo ai vaccini.
Le risposte dei giovani hanno indicato che per rafforzare gli sforzi di vaccinazione, sarebbe necessario vaccinare un numero maggiore di bambini (32%), migliorare i servizi sanitari (27%), combattere la disinformazione (17%) e fornire sostegno finanziario (13%).
Il futuro della poliomielite è ancora incerto. Sebbene l’eradicazione sia a portata di mano, il livello di impegno politico nel 2026 sarà cruciale per determinare se la malattia potrà essere eliminata definitivamente o se continueremo a dover affrontare costose misure per gestirne le epidemie.
