Durante il recente vertice che si è tenuto a Bruxelles il 18 e 19 ottobre 2025, i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea non sono riusciti a trovare un accordo sull’impiego dei beni russi congelati per sostenere l’Ucraina. La questione è stata rinviata al prossimo incontro previsto per dicembre.
Modifiche alla bozza di proposta
Il passaggio inizialmente presente nella bozza, in cui si richiedeva alla Commissione Europea di elaborare proposte concrete per l’utilizzo graduale dei fondi russi congelati sulla base delle necessità finanziarie dell’Ucraina, è stato rimosso. Questo cambiamento ha sollevato interrogativi sulla direzione futura delle politiche europee riguardanti il sostegno all’Ucraina.
Proposta di prestito e discussioni
La proposta della Commissione, che prevedeva l’utilizzo di risorse russe per un prestito di 140 miliardi di euro destinato a finanziare le spese militari ucraine nei prossimi due o tre anni, è stata al centro delle discussioni. Nonostante la maggior parte degli Stati membri si dichiari favorevole a un utilizzo più ampio dei fondi, inclusi i capitali stessi oltre agli interessi, permangono incertezze su come implementare tale strategia. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato la complessità della questione, evidenziando che restano ancora molti dettagli da chiarire.
Preoccupazioni del Belgio
Il Belgio ha sollevato preoccupazioni riguardo a possibili azioni legali da parte della Russia, chiedendo garanzie ai partner europei. Questo è particolarmente rilevante poiché Euroclear, il principale fornitore di servizi finanziari che gestisce una parte significativa dei beni russi, ha sede nel paese. Il Primo Ministro belga, Bart De Wever, ha evidenziato che l’approvazione del prestito è subordinata a tre condizioni fondamentali. Ha richiesto una chiara base giuridica per il provvedimento, la mutualizzazione del rischio legato a potenziali azioni legali e che tutti gli Stati membri contribuiscano in modo equo nel caso di un eventuale rimborso.
Consenso e avvertimenti dalla Russia
Le conclusioni relative al sostegno all’Ucraina hanno ricevuto il consenso di 26 Stati membri dell’Unione Europea, ad eccezione dell’Ungheria. Nel frattempo, la Russia ha avvertito l’Unione Europea riguardo a possibili ripercussioni in caso di confisca dei beni congelati. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che un’azione simile causerebbe una “reazione dolorosa” da parte della Russia, evidenziando le tensioni che continuano a caratterizzare il rapporto tra Mosca e Bruxelles.
