Mentre il dossier relativo agli asset russi si sviluppava in un contesto complesso, l’Italia ha ottenuto un risultato rilevante nel campo della competitività, in particolare riguardo alle normative del settore automobilistico. Questo successo rappresenta un traguardo significativo per il governo di Giorgia Meloni, che ha stabilito una collaborazione strategica con la Germania, in particolare con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Accordo strategico e normative ecologiche
L’elemento chiave di questo accordo è stato l’ottenimento di un riesame e di una clausola di revisione fondamentali per le politiche di transizione ecologica. Le conclusioni del Consiglio Europeo, tenutosi nel mese di marzo 2025, hanno confermato che il riesame delle normative riguardanti le auto a benzina e diesel si svolgerà all’insegna della “neutralità tecnologica”. Questo approccio è cruciale per l’Italia, poiché permette di considerare tecnologie alternative al solo veicolo elettrico, come i biocarburanti e gli e-fuels, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni senza imporre una soluzione unica.
Target di riduzione delle emissioni
Un ulteriore passo avanti è stato l’accordo sull’inserimento di una clausola per rivedere i target di riduzione delle emissioni stabiliti per il 2040. La presidente Meloni, durante un incontro bilaterale con la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha espresso chiaramente la necessità di un “intervento urgente sull’automotive e sull’industria ad alto consumo energetico” per contenere i prezzi e garantire la competitività del settore.
Flessibilità e opposizione internazionale
L’inclusione di questi aspetti nelle conclusioni del Consiglio Europeo è stata interpretata a Roma come una vittoria, poiché evidenzia la necessità di maggiore flessibilità e realismo nell’applicazione della transizione ecologica, proteggendo un settore strategico come quello automobilistico e le industrie ad alta intensità energetica. Tuttavia, nonostante questo progresso, la questione rimane aperta. Francia e Spagna, infatti, hanno già manifestato la loro opposizione a qualsiasi modifica degli obiettivi ambiziosi della transizione ecologica, segnalando che il dibattito è ben lungi dall’essere concluso.
