Nuove sanzioni dell’UE e degli Stati Uniti contro Mosca: focus su petrolio e gas

Veronica Robinson

Ottobre 24, 2025

A partire dal primo gennaio 2027, entrerà in vigore un divieto di importazione di gas naturale liquefatto proveniente dalla Russia, una misura che segna un cambiamento significativo nelle politiche energetiche europee. Questo provvedimento offre agli importatori di gas dell’Unione Europea, tra cui Belgio, Francia, Paesi Bassi, Spagna e Portogallo, la possibilità di rescindere i contratti a lungo termine con Mosca, evitando così potenziali controversie legali dal valore miliardario.

Dettagli sulle sanzioni e le restrizioni

Il pacchetto di sanzioni non si limita al divieto di importazione di gas, ma estende le restrizioni anche alle principali compagnie petrolifere russe come Rosneft e Gazprom Neft. Inoltre, altre 117 navi della cosiddetta “flotta ombra” sono state messe al bando, portando il totale a 558 unità che non potranno accedere ai porti dell’Unione Europea. Le nuove misure prevedono anche limitazioni per le banche russe, i sistemi di pagamento, le piattaforme di criptovalute e 45 entità, di cui 12 localizzate in Cina e Hong Kong, accusate di pratiche elusive. Un ulteriore provvedimento mira a restringere i movimenti dei diplomatici russi all’interno dell’area Schengen, aumentando così la pressione su Mosca.

Le reazioni degli Stati Uniti e l’impatto sulle aziende

In un contesto parallelo, gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni, rappresentando un successo per l’Unione Europea, che ha sollecitato tali misure per oltre dieci mesi. Le sanzioni statunitensi si concentrano su giganti petroliferi come Rosneft e Lukoil, che erano stati esclusi dai precedenti provvedimenti a causa delle preoccupazioni relative a un possibile aumento eccessivo dei prezzi dell’energia. È importante notare che Rosneft rappresenta circa il 40% della produzione petrolifera russa, rendendo queste sanzioni particolarmente significative.

Il futuro delle riserve russe congelate

Un tema ancora aperto riguarda le riserve russe congelate, stimate tra i 170 e i 175 miliardi di euro. La possibilità di utilizzare questi fondi per fornire risorse a Kiev per un ulteriore biennio sarà discussa a dicembre. Questa decisione potrebbe rappresentare una spinta decisiva per il Cremlino a considerare un congelamento del conflitto, mentre le sanzioni e le restrizioni continuano a influenzare l’equilibrio geopolitico nella regione.

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