Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo alla situazione in Medio Oriente, affermando che il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe potuto prolungare il conflitto per anni. Durante un’intervista, Trump ha anche annunciato la sua intenzione di recarsi a Gaza per presiedere un nuovo organismo di pace, sottolineando l’importanza di un approccio attivo nella risoluzione della crisi.
Il 23 ottobre 2025, a Bureij, nella Striscia di Gaza, la situazione continua a essere critica, con migliaia di sfollati e necessità umanitarie urgenti. Al Cairo, si stanno svolgendo negoziati per la “Fase 2” del processo di pace, con focus sul disarmo di Hamas e sulla gestione della Striscia.
Consiglio dell’unione europea: un ruolo attivo a Gaza
L’Unione Europea sta cercando di assumere un ruolo più significativo nel conflitto israelo-palestinese, sentendosi esclusa dagli accordi di cessate il fuoco mediati dagli Stati Uniti. Durante il Consiglio europeo, tenutosi il 22 ottobre 2025, i leader europei hanno espresso la necessità di intervenire attivamente per garantire la stabilità nella regione.
Nonostante il cessate il fuoco, alcuni Stati membri stanno mantenendo minacce di sanzioni contro Israele e bloccando forniture di armi, nel tentativo di esercitare una maggiore influenza diplomatica. L’Unione Europea ha promesso di inviare aiuti umanitari a Gaza, anche attraverso spedizioni marittime da Cipro, e ha proposto un supporto per la polizia in Cisgiordania. Alcuni Paesi, come Spagna e Slovenia, hanno già intrapreso azioni unilaterali, imponendo embargo sulle armi.
Nuovo piano di aiuti umanitari da parte degli stati uniti
Secondo fonti di Reuters, gli Stati Uniti stanno considerando un nuovo piano per la distribuzione di aiuti umanitari a Gaza, che andrebbe a sostituire la controversa Gaza Humanitarian Foundation. Questo piano prevede la creazione di una “Cintura Umanitaria di Gaza”, con diversi centri umanitari lungo la linea di ritirata delle forze israeliane.
Questi centri avrebbero anche il compito di incentivare la smilitarizzazione della Striscia, offrendo amnistia ai militanti che consegnano le armi. Un funzionario statunitense ha confermato che Washington sta cercando di facilitare un aumento delle forniture di aiuti dopo due anni di conflitto.
Arrivo di studenti palestinesi a Ciampino
Il 23 ottobre 2025, l’aeroporto militare di Ciampino ha accolto il primo di due voli speciali provenienti da Amman, trasportando 65 cittadini palestinesi dalla Striscia di Gaza. Tra di loro vi sono 49 studenti e ricercatori, che beneficeranno di borse di studio presso atenei italiani. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, hanno accolto i nuovi arrivati, sottolineando l’importanza di queste iniziative nel contesto attuale.
Ricostruzione del sistema sanitario a Gaza
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha stimato che saranno necessari almeno 7 miliardi di dollari per la ricostruzione del sistema sanitario a Gaza. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha evidenziato che la situazione è drammatica, con oltre 170 mila persone ferite e una crisi alimentare che continua a colpire la popolazione.
La mancanza di ospedali funzionanti e la carenza di personale sanitario rendono la situazione ancora più critica, con focolai di malattie che si diffondono a causa della distruzione delle infrastrutture.
Restrizioni per i giornalisti a Gaza
La Corte Suprema israeliana ha rinviato la decisione su una petizione presentata da un’organizzazione che rappresenta i media internazionali, chiedendo l’accesso per i giornalisti a Gaza. Dall’inizio del conflitto nel 2023, l’accesso ai cronisti stranieri è stato limitato, permettendo solo visite controllate.
Il procuratore di Stato ha richiesto ulteriori 30 giorni per esaminare la situazione, mentre i rappresentanti della stampa estera hanno espresso la necessità di poter operare liberamente per informare il pubblico.
Posizione di Israele sull’unrwa
Un funzionario israeliano ha dichiarato che l’Unrwa non opererà più a Gaza, nonostante una sentenza della Corte internazionale di giustizia che obbliga Israele a collaborare con l’agenzia delle Nazioni Unite. Questo annuncio arriva in un contesto di crescente tensione, con accuse di infiltrazione di Hamas nelle operazioni umanitarie.
Situazione delle armi a Israele
Un rapporto delle Nazioni Unite ha rivelato che Stati Uniti, Germania e Italia sono i principali fornitori di armi a Israele, mentre alcuni Paesi, come Spagna e Slovenia, hanno imposto embarghi. Tra ottobre 2023 e ottobre 2025, 26 Stati hanno inviato armi e munizioni a Israele, contribuendo a un aumento degli scambi commerciali nonostante la crisi in corso.
La corte dell’aja e gli aiuti umanitari
La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che Israele deve garantire l’accesso agli aiuti umanitari a Gaza, sottolineando che non deve utilizzare la fame come arma di guerra. Questo verdetto evidenzia le responsabilità di Israele come potenza occupante, obbligata a garantire i bisogni primari della popolazione locale.
Hamas e il cessate il fuoco
Una delegazione di Hamas ha confermato il suo impegno per il cessate il fuoco, denunciando le violazioni da parte di Israele e la chiusura del valico di Rafah. I rappresentanti hanno sottolineato i diritti del popolo palestinese all’autodeterminazione e la necessità di un intervento internazionale per garantire la pace nella regione.
