Agguato a un autobus dopo la partita di basket, messaggio al palazzetto di Rieti: “Nascondetevi infami”

Veronica Robinson

Ottobre 25, 2025

Un messaggio inquietante è apparso venerdì 24 ottobre 2025, presso il PalaSojourner di Rieti, un importante palazzetto dello sport. Sul cancello principale è stato esposto un grande striscione con la scritta “Nascondetevi infami sappiamo chi siete“. Questo gesto sembra rivolto a coloro che potrebbero collaborare con le autorità in merito all’agguato avvenuto durante la partita di basket tra Pistoia e Rieti, che ha avuto luogo domenica scorsa. L’incidente ha portato alla tragica morte dell’autista del pullman dei tifosi del Pistoia, Raffaele Marianella.

La Digos è attualmente impegnata nelle indagini per chiarire i dettagli di questo inquietante episodio. Le autorità stanno cercando di identificare i responsabili di questa intimidazione, che si inserisce in un contesto di crescente violenza legata agli sport di squadra. Il vicesindaco di Rieti ha espresso il suo sdegno, affermando che questo è l’ennesimo tentativo di ferire una comunità già scossa dalla drammatica uccisione di Marianella.

Il contesto dell’agguato

L’aggressione al pullman dei tifosi del Pistoia è avvenuta in un clima di tensione, che ha suscitato preoccupazione tra i cittadini e le autorità locali. La partita di basket, che si è svolta domenica 19 ottobre 2025, era attesa con grande entusiasmo, ma si è trasformata in un evento tragico. L’autista Raffaele Marianella, 50 anni, è stato colpito mortalmente durante l’attacco, scatenando un’ondata di indignazione e dolore nella comunità sportiva e oltre.

Le forze dell’ordine hanno avviato un’inchiesta per scoprire i responsabili dell’agguato. Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza e interrogando i testimoni presenti al momento dell’incidente. La situazione ha sollevato interrogativi sulla sicurezza degli eventi sportivi e sulla necessità di misure più rigorose per prevenire episodi di violenza tra tifoserie.

Le reazioni della comunità

La reazione della comunità di Rieti è stata immediata e forte. Molti cittadini hanno espresso la loro solidarietà alla famiglia di Marianella e hanno chiesto giustizia. La morte dell’autista ha colpito profondamente l’intera città, portando a manifestazioni di cordoglio e a richieste di maggiore sicurezza durante gli eventi sportivi.

Il vicesindaco ha sottolineato che la comunità non deve subire in silenzio queste intimidazioni e ha invitato tutti a unirsi nella lotta contro la violenza. “Dobbiamo essere uniti e non permettere che atti come questi ci dividano”, ha dichiarato. La situazione ha anche sollevato interrogativi su come le autorità locali possano migliorare la sicurezza per i tifosi e gli atleti che partecipano a eventi pubblici.

Le indagini in corso

Le indagini condotte dalla Digos si stanno concentrando su diversi aspetti dell’agguato. Gli inquirenti stanno cercando di risalire ai gruppi di tifosi coinvolti e di identificare eventuali motivi di vendetta o rivalità tra le squadre. La polizia ha già effettuato alcuni arresti e sta lavorando per raccogliere ulteriori prove.

In questo contesto, la presenza di messaggi intimidatori come quello apparso al PalaSojourner rappresenta un chiaro segnale di come la violenza possa manifestarsi anche in forme subdole. Gli investigatori stanno valutando la possibilità che tali atti possano essere collegati a gruppi organizzati che operano nel mondo del tifo. La speranza è che, attraverso un’azione coordinata tra le forze dell’ordine e la comunità, si possa riportare la calma e la sicurezza negli eventi sportivi, preservando il diritto di tutti a godere dello sport in un ambiente pacifico.

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