Claudio Borghi, esponente della Lega, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante il programma “Battitori Liberi” su Radio Cusano Campus, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano. L’Onorevole ha affrontato il tema delle recenti polemiche legate alla riforma pensionistica, sottolineando che le critiche mosse verso il governo sono in gran parte infondate. Secondo Borghi, la questione centrale è stata mal gestita dal punto di vista comunicativo, in particolare riguardo all’aumento dell’aspettativa di vita, che comporta un allungamento dei tempi di pensionamento. Ha spiegato che, invece di applicare immediatamente i tre mesi di incremento, il governo ha optato per una distribuzione graduale, con un mese nel 2027 e due nel 2028, per permettere un adeguato smantellamento della misura. Borghi ha affermato con fermezza che non ci sarà un aumento dell’età pensionabile, dichiarando che la legge Fornero è ormai superata.
Situazione economica e allocazione dei fondi
In merito alla situazione economica, Borghi ha espresso la sua preoccupazione riguardo alla mancanza di fondi per il settore sanitario, sottolineando che, nonostante le difficoltà finanziarie, il governo sembra avere risorse disponibili per l’acquisto di armi. Ha criticato l’allocazione di tali fondi, chiedendo che le spese destinate alla sicurezza nazionale siano prioritarie e utili per i cittadini. “I missili intercontinentali non sono una priorità per la popolazione”, ha affermato, insistendo sulla necessità di investire in sicurezza interna piuttosto che in armamenti.
Patto di stabilità e politiche economiche
L’Onorevole ha anche espresso il suo disappunto riguardo al patto di stabilità, affermando che la situazione attuale lo ha esasperato. Ha anticipato che all’inizio del prossimo anno ci saranno sviluppi significativi, in particolare riguardo alla procedura di infrazione, sottolineando che prima di chiedere esenzioni per le spese militari, è necessario uscire da tale procedura. Borghi ha concluso il suo intervento esprimendo una certa preoccupazione per le politiche economiche della Francia, mettendo in discussione i sacrifici richiesti all’Italia rispetto alle misure adottate da altri paesi, come la finanziaria al 6% per sostenere il governo di Macron.
