Garlasco, Andrea Sempio afferma: “Non ci sono segreti da rivelare su di me”

Veronica Robinson

Ottobre 25, 2025

Davanti alle telecamere del programma “Quarto Grado”, il 15 marzo 2025, Andrea Sempio, attualmente sotto inchiesta dalla procura di Pavia per il caso del delitto di Garlasco, ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alle recenti notizie circolate riguardo la sua persona. Tra le questioni sollevate, ha fatto riferimento a uno scontrino del parcheggio e ai pagamenti effettuati agli avvocati per le parcelle legali. Sempio ha affermato: “Non ci sono segreti su di me che l’avvocato Lovati conosce e che potrebbe rivelare. Dalle apparizioni che ho visto, lui continua a difendermi, sostenendo che io non solo non sono coinvolto, ma sono completamente estraneo ai fatti”.

Riflessioni su Lovati e la parte mediatica

Andrea Sempio ha espresso il suo rispetto nei confronti dell’ex avvocato, sottolineando la loro lunga collaborazione di oltre dieci anni. “Per Lovati ho sempre rispetto, stima e affetto“, ha dichiarato. Tuttavia, ha anche evidenziato come la pressione mediatica sia stata la parte più difficile da affrontare: “La cosa che mi pesa di più non è la parte legale, ma tutta la parte mediatica. Sono costretto a difendermi da tutte le notizie false che circolano”.

Il giallo dello scontrino

Sempio ha poi affrontato il presunto giallo del nuovo scontrino, emesso il giorno dopo il delitto di Garlasco. Questo scontrino è stato rilasciato nella stessa piazza di Vigevano in cui si trovava il giorno prima. “Ero andato in libreria, ma l’avevo trovata chiusa. Siamo tornati il giorno dopo”, ha spiegato. Nonostante ciò, ha ammesso di non ricordare questo dettaglio: “Quando mi è stato chiesto da altri giornalisti, non lo ricordavo. Sarebbe stato meglio annunciarlo prima del ritrovamento dello scontrino. Capisco che possa sembrare interessante per i giornali, ma è una storia tirata per i capelli”.

Le accuse di corruzione

Infine, Sempio ha commentato le voci riguardanti una presunta corruzione del magistrato, affermando che tali accuse non hanno fondamento. “Non ha senso corrompere un magistrato, poiché non era lui a decidere sull’archiviazione del caso. Le cifre non tornano, così come le persone coinvolte e l’intera storia”, ha concluso.

×