I riformisti del Pd e gli autonomisti del M5S esprimono critiche sul campo largo di Schlein e Conte

Veronica Robinson

Ottobre 25, 2025

Il Partito Democratico ha vissuto un momento di forte tensione interna il 20 aprile 2025, durante l’evento “Crescere” tenutosi a Milano. Questa iniziativa ha radunato numerosi esponenti della componente riformista del partito, i quali hanno cercato di “ridare voce” a un’area che si sente trascurata. Tra i partecipanti figurano nomi di spicco come Lorenzo Guerini, Pina Picierno, Giorgio Gori, Walter Verini, Filippo Sensi, Sandra Zampa, Simona Malpezzi, Graziano Delrio e Piero Fassino. Questi rappresentanti hanno denunciato un “silenzio colpevole” e hanno manifestato il loro disappunto riguardo alla linea politica della segretaria Elly Schlein.

Le critiche si sono concentrate principalmente sulla corrente maggioritaria “Energia Popolare”, guidata da Stefano Bonaccini, accusata di essere troppo allineata alle posizioni della segretaria. I riformisti hanno messo in evidenza alcune questioni chiave che considerano “discriminanti non negoziabili”, come la strategia dell’Unione Europea, gli investimenti nel settore della Difesa e il supporto incondizionato all’Ucraina.

Le richieste dei riformisti

Durante l’evento, i riformisti hanno espresso l’intenzione di chiarire la posizione del PD su temi cruciali. Lorenzo Guerini ha sottolineato l’importanza di non avere ambiguità riguardo al supporto per l’Ucraina. Inoltre, hanno evidenziato la necessità di affrontare le problematiche legate ai potenziali alleati, come il Movimento 5 Stelle e l’Alleanza Verdi Sinistra, per costruire una “reale e credibile alternativa di governo”. Diverse voci, tra cui quelle di Quartapelle e Fassino, hanno avvertito che, sebbene esista un’opposizione al Governo Meloni, questa non viene percepita come una valida alternativa. Graziano Delrio ha lanciato un chiaro allerta sul rischio che le destre possano prevalere.

Nonostante la fronda interna, Elly Schlein ha deciso di mantenere la rotta. I riformisti, pur riconoscendo il lavoro della segretaria per unire le opposizioni, hanno espresso la necessità di un confronto più profondo, arrivando a chiedere congressi per discutere il futuro del partito. Walter Verini ha espresso preoccupazioni riguardo a alleanze che non siano basate su una reale condivisione di intenti, avvertendo che potrebbero portare a un fallimento.

Le alleanze e le prospettive future

Di fronte alle tensioni interne, Elly Schlein ha colto l’occasione per rilanciare l’idea di alleanza, accogliendo con favore le dichiarazioni di Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle. Schlein ha affermato che è necessario sviluppare un programma condiviso e ha proposto di iniziare a lavorare insieme alla costruzione di un programma per la coalizione progressista a partire dal giorno successivo alle elezioni regionali. Questa proposta ha ricevuto l’approvazione di Riccardo Magi di Più Europa e degli esponenti di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

Giuseppe Conte ha legato l’alleanza a un programma di forte impronta progressista, ottenendo anche il supporto di Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, che ha sottolineato l’importanza di mantenere una distanza dal PD. La leader del PD ha richiamato l’attenzione sulla necessità di focalizzarsi sulle sfide imminenti come la Manovra e le elezioni regionali, dimostrando così la sua intenzione di gestire le tensioni interne mentre si prepara a collaborare con i potenziali alleati.

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