Una corsa contro il tempo è in atto per rintracciare un uomo che potrebbe non essere a conoscenza di un ingente patrimonio a lui destinato. Questa è la vicenda di un figlio mai conosciuto, nato in Italia alla fine degli anni Cinquanta, che all’età di 67 anni potrebbe ereditare un sostanzioso lascito dal padre biologico, Malcom Simon, un musicista e DJ originario della Guyana e naturalizzato svedese, scomparso a causa del Covid nel 2020 all’età di 81 anni.
Malcom Simon, che visse a lungo in Svezia con la moglie Mona, non dimenticò mai quel bambino concepito a Londra durante una breve relazione con una giovane di Trieste. La madre, tornata in Italia, non lo contattò mai né informò il musicista della nascita del figlio. Nonostante la distanza e la mancanza di comunicazione, l’artista scelse di includere nel proprio testamento, inaspettatamente, il nome di quel bambino mai incontrato.
A quasi cinque anni dalla sua morte, la vedova Mona, 85 anni, ha deciso di farsi portavoce dell’ultimo desiderio del marito: ritrovare quel figlio perduto. “Trovarlo mi renderebbe felice. Sono certa che sei da qualche parte là fuori”, ha dichiarato con emozione durante una trasmissione televisiva che si occupa del caso.
Ricerche senza sosta tra Trieste e Padova
Le indagini, avviate nel 2021, si sono concentrate inizialmente su Trieste, dove si presume il bambino sia nato nel novembre 1958. Una vecchia fotografia ritrae un neonato in braccio a una donna, probabilmente una zia o una nonna, con la scritta “Mark – Trieste, novembre 1958” sul retro.
Recentemente, è emersa una nuova pista che suggerisce che il bambino possa essere cresciuto a Padova, forse a causa di un’adozione o di un trasferimento familiare. Le ricerche negli archivi anagrafici, però, non hanno prodotto risultati concreti. Si ipotizza che il nome con cui il bambino è stato registrato possa differire da quello indicato da Malcom. Tra i nomi suggeriti dalla vedova vi sono Mark, Michele o Marco.
Un patrimonio in bilico
Secondo la legislazione svedese, l’eredità deve essere reclamata entro cinque anni dalla morte del testatore. Il termine ultimo scadrà a fine novembre, con il rischio che l’intero patrimonio venga trasferito ad altri familiari. “Dobbiamo trovarlo prima che sia troppo tardi”, ha affermato la vedova, sottolineando che Malcom parlava spesso di quel figlio. “Sarebbe un gesto d’amore nei suoi confronti riuscire a consegnargli ciò che gli spetta”.
Un mistero tra ricordi e silenzi
Non si conosce il nome della madre né esistono documenti ufficiali che possano ricondurre con certezza al bambino nato da quella relazione a Londra. Gli indizi sono scarsi, i ricordi sfumati e le fotografie sbiadite. Tuttavia, il tempo stringe e se l’erede misterioso non si manifesterà entro poche settimane, rischia di perdere per sempre non solo l’eredità, ma anche la possibilità di scoprire le proprie origini.
