Ranucci: “Non intendo ritirare le querele a mio carico”

Rosita Ponti

Ottobre 25, 2025

Il giornalista Sigfrido Ranucci, vittima di un attentato il 16 ottobre 2025, ha espresso la sua determinazione a continuare a lottare per la verità e la giustizia, durante la sua partecipazione all’Assemblea dell’Associazione Nazionale dei Magistrati (ANM). Ranucci ha affermato con fermezza: “Non desidero che vengano ritirate le querele nei miei confronti; voglio trionfare sul campo, non per l’assenza di avversari”.

Responsabilità politica e denuncia

In un intervento carico di significato, il cronista ha sottolineato l’importanza di una responsabilità da parte dei politici che decidono di denunciare i giornalisti. “Se un politico presenta una denuncia contro un giornalista, consapevole che le informazioni fornite sono veritiere, deve affrontare le conseguenze delle sue azioni”, ha continuato Ranucci, esprimendo la sua richiesta di una giustizia equa e severa per chi abusa del potere di denuncia.

Libertà di stampa e responsabilità

La sua posizione mette in luce una questione cruciale nel panorama della libertà di stampa e della responsabilità politica. Ranucci, noto per il suo impegno nel giornalismo investigativo, ha sempre sostenuto che la verità non dovrebbe mai essere messa a tacere, nemmeno di fronte a intimidazioni o minacce. La sua testimonianza si inserisce in un contesto più ampio di discussione sulla protezione dei giornalisti e sulla necessità di garantire un ambiente in cui la libertà di espressione possa prosperare senza timori di ritorsioni.

Sicurezza dei giornalisti in Italia

L’attentato subito da Ranucci ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei professionisti dell’informazione in Italia, un tema che continua a essere al centro del dibattito pubblico. La sua presenza all’Assemblea dell’ANM rappresenta un gesto simbolico di resistenza e una chiamata all’azione per tutti coloro che credono nel potere della verità e della giustizia.

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