UNICEF: la crisi umanitaria più grave al mondo si verifica in Sudan

Veronica Robinson

Ottobre 25, 2025

Il Vicedirettore generale dell’UNICEF, Ted Chaiban, ha recentemente concluso una missione nel Sudan, un paese attualmente segnato da una crisi umanitaria senza precedenti. Il 15 gennaio 2025, Chaiban ha condiviso le sue impressioni dopo aver visitato il Darfur e Khartoum, sottolineando la gravità della situazione. Secondo il suo resoconto, il Sudan rappresenta attualmente la più grande crisi umanitaria al mondo, con il conflitto che continua a intensificarsi e i bambini che subiscono le conseguenze più drammatiche.

Visita a jebel marrah

Durante la sua visita a Jebel Marrah, Chaiban ha incontrato donne e bambini in fuga dall’assedio di Al Fasher. Queste famiglie sono costrette a superare numerosi posti di blocco armati, subendo furti e violenze che le lasciano in condizioni disperate. Le testimonianze raccolte evidenziano storie strazianti di fame e sofferenza che colpiscono le comunità locali.

Situazione della malnutrizione

Nel Darfur e nel Kordofan, la situazione della malnutrizione è allarmante. Attualmente, 1,4 milioni di bambini vivono in aree colpite dalla carestia o a rischio di carestia, e senza interventi urgenti, migliaia di loro potrebbero non sopravvivere. Solo nel Darfur settentrionale, 150.000 bambini rischiano di soffrire di malnutrizione acuta grave, la forma più pericolosa di malnutrizione. A Tawila, che funge da rifugio per chi fugge da Al Fasher, i casi di malnutrizione sono aumentati drasticamente, passando da centinaia a oltre 2.000 al mese da aprile.

Istruzione in pericolo

Un altro aspetto critico è l’istruzione. Molti genitori hanno riferito che i loro figli non hanno avuto accesso a scuole per anni. Attualmente, 14 milioni di bambini non frequentano la scuola, il che equivale a quattro bambini su cinque in Sudan, creando una generazione perduta priva di istruzione.

Condizioni sanitarie critiche

Le condizioni sanitarie nel paese sono altrettanto preoccupanti. Malattie come colera, difterite, malaria e dengue stanno mietendo vittime tra i più giovani, mentre i sistemi sanitari sono in fase di collasso. Chaiban ha evidenziato che nel Darfur settentrionale sono state documentate almeno 350 gravi violazioni dei diritti dei bambini, tra cui omicidi e mutilazioni, in soli sei mesi. Al Fasher, sotto assedio da più di sedici mesi, ha 130.000 bambini intrappolati, privati di cibo, acqua e assistenza sanitaria.

Segni di resilienza

Nonostante la devastazione, Chaiban ha osservato anche segni di resilienza tra le comunità locali. Molti stanno riparando le scuole per garantire un ritorno all’istruzione dei bambini. Durante la sua visita, ha visto bambini giocare e disegnare, esprimendo i loro sogni e le loro perdite.

Interventi dell’unicef

L’UNICEF, insieme ai partner delle Nazioni Unite, ha continuato a lavorare in condizioni difficili, fornendo vaccini orali contro il colera e zanzariere a 8 milioni di persone, curando oltre 250.000 bambini affetti da malnutrizione acuta grave e ripristinando sistemi idrici per garantire l’approvvigionamento a 11 milioni di persone. La situazione rimane critica e Chaiban ha richiesto un accesso senza restrizioni, finanziamenti adeguati e una soluzione politica per porre fine al conflitto in corso.

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