Elezioni legislative: una prova cruciale per l’ultraliberalismo di Javier Milei

Rosita Ponti

Ottobre 26, 2025

Si sono aperte le urne in Argentina il 21 ottobre 2025, in occasione delle elezioni legislative di metà mandato. In questa tornata elettorale, si rinnova la metà della Camera dei Deputati e un terzo del Senato, un momento cruciale per il futuro politico del paese sudamericano.

Il presidente Javier Milei, attualmente privo di una maggioranza parlamentare, mira a conquistare oltre un terzo dei seggi. Questo obiettivo è fondamentale per recuperare il potere di veto su leggi che considera contrarie alla sua agenda riformatrice. Fino a poco tempo fa, il suo ambizioso piano prevedeva l’ottenimento di una maggioranza più ampia, necessaria per facilitare l’approvazione di misure economiche ispirate ai principi ultraliberisti di cui è sostenitore.

Negli ultimi mesi, però, la popolarità di Milei ha subito un calo significativo. Diversi scandali hanno colpito il suo governo, tra cui un’inchiesta su una criptovaluta da lui promossa, attualmente sotto indagine sia in Argentina che negli Stati Uniti. Inoltre, sua sorella Karina, figura di spicco nel suo entourage, è stata accusata di corruzione legata a contratti nel settore sanitario. L’economia argentina ha mostrato segni di rallentamento, con la rivalutazione del peso che ha impattato negativamente sulla crescita e sul potere d’acquisto, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione.

Durante gli ultimi comizi, Milei ha descritto il parlamento come “destituente” e ha denunciato l’ostruzionismo delle opposizioni. Ha affermato che l’unica possibilità per un cambiamento reale sarebbe quella di “cambiare faccia al parlamento”.

Il blocco parlamentare e il potere del veto

Negli ultimi mesi, il parlamento argentino, dominato da forze peroniste e di centrosinistra, ha approvato una serie di leggi con ampi consensi, contrarie alle politiche di austerità promosse da Milei. Fondi per l’università, la sanità e le pensioni sono stati stanziati, nonostante i veti presidenziali, che sono stati superati grazie a maggioranze qualificate di due terzi.

Un evento significativo è avvenuto l’8 ottobre 2025, quando la Camera dei Deputati ha votato una legge che limita l’uso dei decreti presidenziali. Con questa modifica, entrambi i rami del Parlamento possono bloccare i decreti con una semplice maggioranza, riducendo così uno degli strumenti principali attraverso i quali Milei intende esercitare il suo potere.

Stati Uniti, peso e dollari

Il rapporto con gli Stati Uniti gioca un ruolo cruciale nella politica argentina. L’amministrazione Trump, alleata di Milei, ha annunciato investimenti in valuta argentina e ha messo in guardia contro un possibile ritiro di tali investimenti in caso di vittoria delle opposizioni. Questo supporto statunitense potrebbe, da un lato, legittimare ulteriormente il governo Milei; dall’altro, alimenta accuse di ingerenza, con la sinistra che lo descrive come un presidente “comandato da Washington”.

Una sconfitta elettorale per Milei potrebbe innescare una svalutazione del peso, una fuga di capitali o una nuova crisi valutaria, scenari che non sono estranei alla storia economica dell’Argentina. La situazione attuale, con le elezioni in corso, rappresenta un crocevia fondamentale per il futuro politico ed economico del paese.

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