Il recente voto in Argentina ha sorpreso molti, trasformandosi in un sostegno quasi plebiscitario per il presidente ultraliberista Javier Milei. Le elezioni legislative di metà mandato, svoltesi il 26 ottobre 2025, hanno visto il partito La Libertad Avanza (LLA) di Milei conquistare una chiara vittoria, consolidando così una posizione politica che fino a quel momento era apparsa fragile all’interno del Parlamento. Questo successo fornisce a Milei un mandato rinvigorito per continuare la sua strategia di radicali tagli al welfare.
Affluenza e risultati elettorali
L’affluenza alle urne ha raggiunto il 67,85%, un dato che segna il livello più basso dal ripristino della democrazia nel 1983. Nonostante le previsioni di una competizione serrata, LLA ha ottenuto il 40,84% dei voti a livello nazionale, superando di gran lunga l’opposizione di sinistra rappresentata da Fuerza Patria (FP), che si è fermata al 24,50%. Questo risultato è stato confermato anche nella provincia di Buenos Aires, tradizionale roccaforte del peronismo progressista. Grazie a questo esito, LLA ha incrementato il numero dei propri rappresentanti, conquistando 64 seggi alla Camera dei Deputati. Anche se il partito rimane in minoranza, questo trionfo consente a Milei di intavolare alleanze, specialmente con il partito PRO dell’ex presidente Mauricio Macri.
Nuovo Parlamento e politiche di austerità
Negli ultimi mesi, un Parlamento dominato da forze di centrosinistra aveva adottato leggi contrarie alle politiche di austerità di Milei, destinando fondi per l’istruzione, la sanità e le pensioni, nonostante i veti presidenziali. Con l’insediamento del nuovo Parlamento, la situazione si preannuncia più favorevole per il presidente, che avrà maggiore facilità nel controllare l’andamento delle decisioni legislative.
Popolarità e scandali
Il trionfo di Milei giunge in un momento di flessione della sua popolarità, influenzato da una serie di scandali e dalle sue controverse politiche economiche, definite “lacrime e sangue”. Sebbene alcune misure abbiano portato a miglioramenti in determinati indicatori macroeconomici, hanno anche generato gravi conseguenze sociali.
Controversie e criptovalute
Uno degli scandali più significativi è stato quello legato al meme-coin “Libra”, una criptovaluta che Milei aveva promosso sui social media, la quale ha subito un crollo in borsa, danneggiando centinaia di investitori. Questo episodio ha coinvolto anche la sorella di Milei, Karina, nel mirino di accuse relative a mazzette per l’acquisto di medicinali. Un altro evento controverso ha riguardato il candidato di punta della LLA nella provincia di Buenos Aires, Luis Espert, costretto a ritirarsi a causa di finanziamenti legati a un narcotrafficante attualmente sotto processo negli Stati Uniti.
Situazione economica e politiche fiscali
Dal punto di vista economico, Milei è riuscito a contenere l’iperinflazione, portandola da oltre il 200% al 31%, e a raggiungere un equilibrio fiscale. Tuttavia, questo è avvenuto attraverso una drastica riduzione della spesa pubblica, che ha colpito il welfare e i servizi pubblici, inclusi settori fondamentali come l’istruzione e la sanità, con una diminuzione dei sussidi e dei trasferimenti sociali. Molti analisti prevedono ora una possibile svalutazione del peso argentino, attualmente mantenuto artificialmente forte per contrastare l’inflazione, un passo che potrebbe risultare necessario per riequilibrare l’economia.
Relazioni internazionali e aiuti finanziari
La vittoria di Milei rafforza anche la sua relazione con gli Stati Uniti, in particolare con l’ex presidente Donald Trump, che ha fornito un pacchetto di aiuti finanziari da 40 miliardi di dollari al governo argentino. Questo supporto statunitense rappresenta un elemento che, mentre legittima il governo di Milei, alimenta anche accuse di ingerenza, con la sinistra che lo descrive come un presidente “sotto il comando di Washington”.
Prospettive future per la presidenza di Milei
Il futuro della presidenza di Milei sembra ora legato alla sua capacità di mantenere l’equilibrio fiscale, evitando che le pesanti conseguenze sociali delle sue politiche di austerità compromettano il consenso a lungo termine.
