Francia: dieci persone a processo per diffamazione su Brigitte Macron

Rosita Ponti

Ottobre 27, 2025

Dieci persone, tra cui un professore, un pubblicitario, un esperto informatico e una presunta medium, si trovano attualmente a dover affrontare un processo a Parigi il 25 e 26 marzo 2025. Questi individui sono accusati di aver diffuso su Internet l’infondata affermazione che Brigitte Macron, moglie del presidente francese Emmanuel Macron, sarebbe in realtà un uomo.

Le accuse di cyberbullismo sessista derivano da una denuncia presentata nel luglio 2024 dalla coppia presidenziale negli Stati Uniti, dopo che per anni la voce è circolata attraverso canali e profili social legati al cospirazionismo e all’estrema destra. La diceria ha preso piede anche a causa della significativa differenza di età, pari a 24 anni, tra i coniugi Macron. La diffusione di queste affermazioni risale al 2017, anno in cui Emmanuel Macron è stato eletto presidente, e ha trovato un forte sostenitore in Candace Owens, una podcaster con posizioni antisemite e vicina al movimento “Maga”, che è stata anch’essa oggetto di denuncia.

Molti degli imputati, a partire da oggi, sono accusati di aver condiviso contenuti di Owens, la quale conta milioni di seguaci sui social media ed è autrice di una serie di video intitolati “Becoming Brigitte”. Tra i materiali condivisi vi è anche una falsificata copertina del Time che ritrae Brigitte Macron come “Uomo dell’Anno”.

Chi sono gli imputati

Gli imputati, otto uomini e due donne di età compresa tra 41 e 60 anni, devono rispondere di aver rilasciato affermazioni offensive nei confronti di Brigitte Macron riguardo al suo “genere” e alla sua “sessualità”. Secondo la Procura di Parigi, alcuni di loro hanno addirittura sostenuto che la differenza di età tra Brigitte e Emmanuel Macron costituisse “pedofilia”.

Tra gli accusati si trova il pubblicitario Aurelien Poirson-Atlan, 41 anni, noto sui social con il nome di “Zoe Sagan”. Un’altra imputata è la medium e presunta giornalista Delphine J., 51 anni, conosciuta con il soprannome di Amandine Roy. Questa donna ha diffuso la voce secondo cui Brigitte Macron, il cui cognome da nubile era Trogneux, sarebbe in realtà suo fratello Jean-Michel Trogneaux, che avrebbe cambiato sesso. L’avvocato di Delphine J. ha dichiarato che la sua assistita si è limitata a “riportare la notizia”, aggiungendo che “nessun messaggio è stato inviato direttamente alla signora Macron”.

Delphine J. era stata già condannata nel 2024 per diffamazione e costretta a pagare un risarcimento a Brigitte Macron e a suo fratello Jean-Michel. Tuttavia, in appello, il 10 luglio 2024, era stata assolta. I Trogneaux, però, hanno presentato ricorso contro questa sentenza.

Non solo Brigitte Macron

Brigitte Macron non è l’unica figura pubblica femminile a essere stata bersaglio di simili voci infondate negli ultimi anni. Anche Michelle Obama, ex first lady degli Stati Uniti, Jacinda Ardern, ex primo ministro neozelandese, e Kamala Harris, ex vicepresidente degli Stati Uniti, sono state accusate di essere transessuali da dicerie circolanti su Internet. Questi episodi evidenziano un problema più ampio di disinformazione e attacchi mirati nei confronti delle donne in posizioni di potere.

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