Hiv: ricerche recenti confermano l’efficacia della terapia bimestrale

Veronica Robinson

Ottobre 27, 2025

La gestione dell’HIV sta entrando in una nuova fase grazie all’introduzione di farmaci iniettabili a lunga durata d’azione, noti come long-acting. Questi trattamenti rappresentano un’importante innovazione, permettendo ai pazienti di liberarsi dal peso della somministrazione quotidiana di pillole, migliorando così la loro privacy, qualità della vita e aderenza alle terapie.

Risultati degli studi recenti

Recenti studi presentati al 20° Congresso della European Aids Clinical Society (EACS), che si è svolto a Parigi nel mese di ottobre 2025, hanno confermato l’efficacia delle terapie long-acting a base di cabotegravir e rilpivirina. Questi farmaci, somministrati ogni due mesi, assicurano un controllo dell’infezione pari o superiore al 90%, con un tasso di fallimento virologico inferiore all’1% e un’eccellente tollerabilità. Andrea Giacomelli, infettivologo presso l’Università degli Studi di Milano e Consigliere della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), ha spiegato che dallo studio ‘Long-Icona‘, condotto all’interno della coorte italiana ‘Icona‘, non si sono registrate variazioni significative nell’infiammazione sistemica e i livelli di farmaco sono sempre rimasti sopra la soglia di efficacia, garantendo la sicurezza del trattamento nel lungo periodo.

Metanalisi e percezione della terapia

In aggiunta, una metanalisi di studi osservazionali realizzati su più di 2.000 persone affette da HIV ha evidenziato un’efficacia superiore al 90% a 12 mesi. I tassi di fallimento virologico si attestano intorno all’1%, mentre le interruzioni del trattamento sono principalmente attribuibili a dolore nel sito d’iniezione. Lo studio ‘Volition‘, che ha indagato la percezione e la fattibilità della terapia iniettabile tra gli operatori sanitari, ha rivelato che i clinici considerano questa strategia semplice e gestibile, anche nelle fasi iniziali del trattamento.

Dati sull’applicazione pratica della terapia

Ulteriori dati sull’applicazione pratica della terapia con cabotegravir e rilpivirina sono stati forniti dallo studio SCohoLArt, condotto dall’IRCCS San Raffaele di Milano. Questo studio ha seguito 549 persone con HIV virologicamente soppresse per una mediana di 24 mesi dopo il passaggio alla terapia iniettabile long-acting, registrando un tasso di successo del 99% e un’aderenza alla terapia del 98%. Questi risultati promettenti sottolineano l’importanza di queste nuove opzioni terapeutiche nella lotta contro l’HIV.

×