Coloni israeliani ostacolano la raccolta delle olive con lacrimogeni

Rosita Ponti

Ottobre 28, 2025

La situazione in Cisgiordania continua a deteriorarsi, creando tensioni crescenti tra le comunità locali e le forze israeliane. Il 28 ottobre 2025, un agricoltore palestinese di Turmusaya, un comune situato a breve distanza da Ramallah, ha espresso la sua disperazione per la difficile situazione che sta affrontando. “Queste terre appartengono alla mia famiglia da secoli, non ho mai visto nulla di simile”, ha dichiarato, evidenziando il dramma di una comunità costretta a subire l’espropriazione delle proprie terre.

La pressione dei coloni e l’intervento militare

Negli ultimi giorni, gli agricoltori di Turmusaya hanno dovuto affrontare l’aggressione di coloni israeliani, che hanno utilizzato minacce e lancio di lacrimogeni per intimidire la popolazione locale. Questa escalation di violenza ha portato all’intervento dell’esercito israeliano, che ha ulteriormente complicato la già difficile situazione. Per la prima volta in secoli, gli agricoltori palestinesi sono stati costretti a interrompere la raccolta delle olive, un’attività fondamentale per la loro sussistenza e tradizione culturale.

Il raccolto delle olive, che rappresenta non solo una fonte di reddito ma anche un simbolo di identità per la comunità palestinese, è stato messo in pericolo dalle azioni dei coloni. L’assenza di protezione da parte delle autorità ha lasciato gli agricoltori vulnerabili e privati dei loro diritti fondamentali. La situazione di Turmusaya è emblematicamente rappresentativa di un problema più ampio che affligge la regione, dove la tensione tra le comunità palestinesi e israeliane continua a crescere.

Le conseguenze per la comunità locale

La pressione esercitata dai coloni e l’intervento dell’esercito israeliano hanno avuto ripercussioni devastanti sulla vita quotidiana degli agricoltori. Molti di loro si trovano a fronteggiare non solo la perdita economica derivante dall’impossibilità di raccogliere le olive, ma anche un profondo senso di impotenza e frustrazione. La loro storia personale si intreccia con quella di una nazione in conflitto, dove le radici storiche e culturali vengono messe in discussione.

Le famiglie di Turmusaya, come molte altre in Cisgiordania, si trovano a dover affrontare un futuro incerto. Le terre che hanno coltivato per generazioni sono ora minacciate da un conflitto che sembra non avere fine. Le comunità locali chiedono supporto e protezione, sperando che la loro voce venga ascoltata in un contesto internazionale sempre più complesso.

Il dramma degli agricoltori di Turmusaya è solo uno dei tanti esempi di come la vita quotidiana in Cisgiordania sia influenzata dalla conflittualità. La speranza di una risoluzione pacifica appare distante, mentre la comunità continua a lottare per la propria esistenza e per il diritto di lavorare la terra che da sempre li ha nutriti.

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