Cuzzupi (UGL Scuola): la violenza e le strumentalizzazioni non hanno posto nella scuola

Veronica Robinson

Ottobre 28, 2025

La notte tra il 23 e il 24 marzo 2025, l’Istituto Leonardo da Vinci di Genova è stato teatro di un episodio di grave violenza che ha suscitato l’indignazione di molte figure pubbliche. Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale dell’UGL Scuola, ha espresso la sua condanna per quanto accaduto, sottolineando l’importanza di affrontare la questione senza timori di politicamente corretto.

Il ruolo di ornella cuzzupi

Cuzzupi, che ricopre anche ruoli significativi nel Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e nell’Osservatorio Contro le Discriminazioni nel Mondo del Lavoro in Calabria, ha evidenziato il rischio di un deterioramento delle relazioni tra i giovani. Secondo la sua analisi, la violenza che ha colpito l’istituto genovese rappresenta un campanello d’allarme per la società, suggerendo che le tensioni politiche attuali, spesso caratterizzate da ipocrisia, possono generare conflitti distruttivi tra le nuove generazioni.

Richiesta di abbassare i toni

La leader sindacale ha richiesto un abbassamento dei toni, invitando la politica a non alimentare pregiudizi aggressivi che possono portare a ulteriori divisioni. Cuzzupi ha descritto l’azione violenta contro l’istituto come “ignobile, vergognosa e vile”, esprimendo preoccupazione per le possibili conseguenze che un simile comportamento potrebbe avere sulla società. Ha avvertito che tali atti potrebbero essere parte di una strategia criminale, da contrastare con determinazione, in quanto il Paese ha già vissuto esperienze simili in passato.

Promuovere un dibattito equilibrato

Per Cuzzupi, è fondamentale riportare il dibattito su un piano di maggiore equilibrio, dove il confronto possa avvenire in modo sano e costruttivo, anche su posizioni divergenti. L’assenza di questo dialogo rischia di favorire coloro che vedono nella violenza un mezzo per esprimere le proprie opinioni.

Occupazione delle scuole e libertà di espressione

In merito all’occupazione delle scuole, Cuzzupi ha affermato che, sebbene possa essere una forma di protesta comprensibile, essa non deve trasformarsi in un fine a sé stessa. Ha suggerito che sarebbe più produttivo utilizzare gli spazi scolastici in accordo con la dirigenza e i docenti, per affrontare questioni importanti in un contesto democratico, dove il dialogo e la libertà di espressione siano garantiti.

Opporsi alla violenza come linguaggio

Concludendo il suo intervento, Cuzzupi ha sottolineato l’importanza di opporsi fermamente a qualsiasi tentativo di fare della violenza l’unico linguaggio utilizzato per comunicare. La sua posizione riflette un desiderio di promuovere un ambiente educativo sano e rispettoso, dove le differenze possano essere discusse senza ricorrere a metodi violenti.

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