Secondo quanto riportato dal Times of Israel, la bara consegnata da Hamas a Israele nella serata del 3 gennaio 2025 è ritenuta contenere i resti di un ostaggio, il cui corpo era già stato precedentemente riportato nel paese per la sepoltura. Tuttavia, le autorità israeliane hanno confermato che i resti non appartengono a nessuno dei 13 ostaggi attualmente detenuti nella Striscia di Gaza.
Valutazione dei resti
La valutazione dei resti è in corso presso l’istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv, dove si stanno svolgendo le operazioni di identificazione. Le indagini hanno rivelato che, secondo nuove informazioni emerse dopo diverse ore di lavoro presso l’istituto, il corpo restituito da Hamas potrebbe non appartenere a nessuno degli ostaggi in questione.
Processo di identificazione
I funzionari hanno comunicato che il processo di identificazione potrebbe richiedere fino a due giorni. È importante notare che, in passato, la maggior parte dei corpi restituiti da Hamas o recuperati a Gaza è stata identificata in tempi molto più brevi, spesso nell’arco di poche ore.
Preoccupazioni delle autorità
Al mattino del 4 gennaio 2025, il corpo restituito dalla milizia non era ancora stato identificato. Le autorità israeliane esprimono sempre più preoccupazione riguardo alla possibilità che i resti non siano riconducibili a nessuno dei 13 ostaggi, i cui corpi rimangono attualmente trattenuti nella Striscia di Gaza. Le indagini continuano, mentre il governo israeliano cerca di fare chiarezza sulla situazione e di garantire il massimo supporto alle famiglie degli ostaggi.
