La migrazione sanitaria crea difficoltà operative nelle Regioni italiane

Veronica Robinson

Novembre 9, 2025

A lanciare un forte allarme sulla situazione sanitaria in Italia sono stati il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, e il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. Entrambi i governatori hanno messo in evidenza la crescente pressione sulle strutture sanitarie delle loro regioni, dovuta all’afflusso di pazienti provenienti da altre aree. La situazione, secondo De Pascale, è insostenibile e richiede un cambio di modello nell’approccio alla salute pubblica.

La migrazione sanitaria in italia

La cosiddetta migrazione sanitaria è un fenomeno in crescita in tutto il paese, dove sempre più cittadini si vedono costretti a cercare cure al di fuori della propria regione di residenza. Questo trend ha sollevato preoccupazioni tra i leader regionali, i quali sostengono che il sistema attuale non sia in grado di gestire il numero crescente di pazienti. Secondo i dati forniti dalla Fondazione Gimbe, il numero di persone che si spostano per ricevere assistenza medica è aumentato notevolmente negli ultimi anni, mettendo a dura prova le risorse delle strutture sanitarie locali.

Il presidente Fontana ha sottolineato che la Lombardia sta affrontando una pressione ancora maggiore rispetto ad altre regioni, evidenziando la necessità di rivedere le politiche sanitarie nazionali. Entrambi i governatori hanno chiesto un intervento immediato da parte del governo centrale per affrontare questa crisi e garantire che le strutture sanitarie possano rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini.

Le cause della pressione sanitaria

Le ragioni alla base di questa migrazione sanitaria sono molteplici. Da un lato, vi è la mancanza di risorse e di personale nelle strutture sanitarie locali, che spesso non riescono a garantire cure adeguate in tempi ragionevoli. Dall’altro, la crescente specializzazione delle cure mediche ha spinto molti pazienti a cercare trattamenti in centri più attrezzati e con maggiori competenze.

I dati della Fondazione Gimbe rivelano che le persone che si spostano per ricevere assistenza medica non sono solo quelle in cerca di interventi chirurgici complessi, ma anche pazienti con esigenze di cura più comuni. Questa tendenza ha portato a un sovraccarico delle strutture ospedaliere delle regioni che accolgono i pazienti, con conseguenti ritardi e difficoltà nell’erogazione dei servizi sanitari.

Le proposte per un nuovo modello sanitario

Per affrontare questa situazione, i presidenti De Pascale e Fontana hanno avanzato proposte concrete per un nuovo modello di sistema sanitario. Tra le misure suggerite vi è la necessità di potenziare le strutture locali, investendo in personale e risorse per garantire un’assistenza adeguata a tutti i cittadini. Inoltre, è fondamentale promuovere una maggiore integrazione tra le diverse regioni, in modo da facilitare l’accesso alle cure e ridurre la pressione sulle strutture più affollate.

Un altro aspetto cruciale è la creazione di un sistema di monitoraggio che permetta di raccogliere dati aggiornati sulla migrazione sanitaria e di analizzare le tendenze in atto. Questo consentirebbe di intervenire tempestivamente e di pianificare strategie più efficaci per affrontare le sfide del settore sanitario.

La situazione attuale richiede un’attenzione immediata e un approccio coordinato da parte di tutte le istituzioni coinvolte, per garantire che ogni cittadino possa ricevere le cure necessarie senza dover affrontare il disagio di spostarsi in altre regioni.

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