Maxi stipendi nella Pubblica Amministrazione: il governo introduce nuove misure restrittive

Veronica Robinson

Novembre 9, 2025

Il governo italiano sta per introdurre misure restrittive riguardanti i massimi stipendi della Pubblica Amministrazione. La circolare, elaborata dal ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, è attesa entro la settimana e mira a disciplinare il settore dopo l’annullamento del tetto salariale di 240 mila euro stabilito da una recente sentenza della Corte Costituzionale. Le amministrazioni pubbliche saranno invitate a non procedere con gli adeguamenti retributivi, i quali potranno avvenire esclusivamente in presenza di risorse specifiche.

Normative future e disparità di trattamento

Secondo quanto riportato dai quotidiani “La Repubblica” e “Il Corriere della Sera”, il documento in questione prevede che, in vista delle future normative da adottare in risposta alla sentenza della Consulta, si raccomanda di evitare disparità di trattamento. La circolare stabilisce che la rideterminazione delle retribuzioni potrà avvenire solo se ci saranno risorse destinate a tale scopo all’interno dei fondi per il personale.

Chiarimenti applicativi e casi specifici

La circolare offrirà anche “chiarimenti applicativi” relativi alla sentenza, con la possibilità di esenzioni per alcuni casi specifici. Tuttavia, l’elenco di queste esenzioni sarà definito in una fase successiva tramite un Dpcm. Tra i casi in studio, si menzionano circa 12 incarichi di alto profilo, inclusi i vertici delle forze dell’ordine e delle forze armate, come i carabinieri, la polizia e l’esercito, oltre al capo della protezione civile. Questi soggetti avranno la facoltà di deliberare eventuali adeguamenti.

Interventi e criteri per i dipendenti pubblici

Per quanto riguarda gli altri dipendenti pubblici, non ci saranno automatismi. Il ministro Zangrillo ha dichiarato a “La Repubblica” di essere in accordo con il ministro dell’Economia, Giorgetti, e che a breve presenteranno una proposta a Palazzo Chigi. Stanno lavorando su un intervento che, nel rispetto dei diritti contrattuali, stabilisca criteri per evitare un aumento indiscriminato delle retribuzioni. L’intento è quello di legare gli stipendi a criteri di merito, produttività e responsabilità legate ai vari ruoli dirigenziali, senza prevedere aumenti immediati.

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