Da PCTO a formazione scuola-lavoro: Valditara illustra le novità dell’alternanza

Rosita Ponti

Novembre 12, 2025

La Formazione Scuola-Lavoro (FSL) torna al centro dell’attenzione nel 2025, rinnovandosi dopo un periodo di transizione sotto la denominazione di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Questo cambiamento è parte di una riforma più ampia dell’esame di Maturità, voluta dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il quale ha dichiarato che l’acronimo PCTO era un tentativo di mascherare l’importanza del legame tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro.

Le novità della formazione scuola-lavoro

Il Ministro Valditara ha sottolineato che la FSL non rappresenta solo un cambio di nome, ma un passo significativo verso un sistema educativo più sicuro e formativo. Intervenendo in un’intervista al portale Skuola.net, ha evidenziato che la nuova impostazione della FSL è mirata a tutelare i giovani, escludendo attività lavorative ad alto rischio. Questo approccio è stato implementato dopo l’approvazione della legge sulla sicurezza nel 2023, che ha portato a una riduzione notevole degli incidenti durante le esperienze di formazione. Nel 2024 e nel 2025, i dati dell’INAIL confermano un calo degli incidenti, segno che le misure adottate stanno dando i loro frutti.

Valore educativo e culturale della fsl

Oltre alla sicurezza, la riforma punta a riscoprire il valore educativo della Formazione Scuola-Lavoro. Questo programma non è solo un obbligo, ma un’opportunità per gli studenti di entrare in contatto con il mondo del lavoro, acquisendo competenze pratiche e teoriche. Il Ministro ha affermato che il superamento dell’acronimo PCTO rappresenta un tentativo di restituire dignità alla FSL, rendendola un percorso formativo autentico, in grado di connettere scuola, impresa e territorio. La FSL rimane un elemento fondamentale nel percorso di crescita degli studenti, costituendo una parte essenziale della prova orale dell’esame di Maturità.

Struttura e obblighi della fsl

La struttura della Formazione Scuola-Lavoro non subisce modifiche significative, mantenendo l’obbligo di completare le ore previste. Gli studenti dovranno redigere una relazione scritta al termine dell’esperienza, riflettendo su quanto appreso. Le ore richieste variano a seconda del tipo di istituto: 120 ore per i Licei, 180 per i Tecnici e 210 per i Professionali, da completare nell’ultimo triennio delle scuole superiori. Questo approccio mira a garantire che gli studenti acquisiscano esperienze professionalizzanti, sempre nel rispetto della loro sicurezza.

Focus sulle competenze trasversali

Un altro aspetto cruciale della riforma è l’accento posto sulle soft skills, competenze trasversali che sono diventate fondamentali per un inserimento efficace nel mondo del lavoro. Il Ministro Valditara ha spiegato che, con la riforma del 4+2, è stato introdotto per la prima volta l’insegnamento di queste competenze, anticipando una legge successivamente approvata in Parlamento. Inoltre, gli ITS (Istituti Tecnologici Superiori) saranno potenziati per renderli più attrattivi per i neodiplomati. Valditara ha evidenziato che il tasso di occupazione a sei mesi per i laureati degli ITS è elevato, dimostrando l’alto valore professionale delle competenze acquisite, che possono anche essere integrate con ulteriori studi universitari.

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