Il conflitto israelo-palestinese si intensifica ulteriormente, con eventi drammatici che si susseguono in diverse aree della regione. Gli scontri a Gaza stanno caratterizzando un periodo di tensione, mentre in Cisgiordania le violenze perpetrate dai coloni ebraici contro i palestinesi raggiungono livelli allarmanti. Il 13 novembre 2025, la corrispondente da Gerusalemme, Maria Gianniti, riporta una serie di sviluppi significativi che pongono l’accento sulla crisi umanitaria e sulle dynamics politiche in atto.
Situazione a Gaza: scontri e crisi umanitaria
A Gaza, i bombardamenti israeliani e gli scontri a fuoco continuano a segnare un contesto di instabilità. Nonostante una tregua apparente, le violenze non accennano a placarsi, lasciando la popolazione in una condizione di emergenza umanitaria senza precedenti. Le strutture sanitarie sono al collasso, e i servizi essenziali sono gravemente compromessi. La mancanza di cibo, acqua potabile e medicine ha portato a una crisi che colpisce in particolare i più vulnerabili, tra cui donne e bambini. Le organizzazioni umanitarie stanno lanciando appelli per un intervento urgente, mentre la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione.
Violenza in Cisgiordania: la reazione dell’esercito
Nel frattempo, in Cisgiordania, la situazione si fa sempre più tesa. Gli attacchi dei coloni ebraici contro i palestinesi si intensificano, creando un clima di paura tra le comunità locali. Le violenze, che includono aggressioni fisiche e incendi di proprietà, hanno suscitato la condanna del capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, il quale ha definito tali atti come “criminali”. Questa dichiarazione segna un punto di rottura, evidenziando le divisioni interne all’esercito e le crescenti preoccupazioni riguardo alla sicurezza della popolazione palestinese.
Politica israeliana: la richiesta di grazia per Netanyahu
In un contesto politico già complesso, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha espresso la sua intenzione di chiedere la grazia per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, attualmente sotto processo per corruzione. Tuttavia, il presidente israeliano Isaac Herzog ha chiarito che le procedure legali devono essere rispettate e che spetta a Netanyahu stesso richiedere la clemenza. Questa situazione solleva interrogativi sul futuro politico di Netanyahu e sull’impatto che le sue vicende legali potrebbero avere sulla stabilità del governo israeliano.
La regione continua a vivere una fase critica, segnata da conflitti, tensioni sociali e sfide politiche. Le conseguenze di questi eventi si ripercuotono su milioni di persone, rendendo la ricerca di una soluzione duratura sempre più urgente.
