Agenas: progressi negli screening, ma persiste la crisi del pronto soccorso

Rosita Ponti

Novembre 27, 2025

Nel 2025, la situazione della sanità italiana continua a mostrare segnali di miglioramento, soprattutto per quanto riguarda gli screening, ma i tempi di attesa per interventi e il servizio di Pronto soccorso rimangono problematici. Questa è la sintesi emersa dall’ultima edizione del Sistema nazionale di valutazione delle performance delle Aziende sanitarie e ospedaliere, pubblicata da Agenas e anticipata da La Stampa.

Situazione degli ospedali e tempi di attesa

I dati raccolti indicano un recupero del territorio, ma gli ospedali si trovano ancora a fronteggiare difficoltà significative in termini di accessibilità. I tempi di attesa e le permanenze nei Pronto soccorso sono lontani dagli standard desiderati. In particolare, il Policlinico di Tor Vergata a Roma, il Sant’Andrea, sempre nella capitale, e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari registrano una situazione allarmante, con oltre il 20% dei pazienti costretti a rimanere in attesa per più di 8 ore.

In merito agli accessi inappropriati per pazienti over 75, si evidenziano performance critiche nell’Azienda delle Dolomiti, nell’Ulss Polesana e nell’Azienda Scaligera, dove si registra un accesso su quattro. Tuttavia, ci sono anche esempi positivi, come l’ASL di Parma e le ASL romane, che mostrano risultati più soddisfacenti.

Efficienza delle strutture sanitarie

Nel panorama delle strutture sanitarie italiane, spiccano per efficienza il San Carlo di Potenza, il Dulbecco di Catanzaro e l’ospedale di Perugia. Questi centri si distinguono per la loro capacità di gestire i flussi di pazienti e garantire un servizio tempestivo e di qualità.

Miglioramenti negli screening

Un aspetto positivo riguarda gli screening, che stanno mostrando segni di ripresa, anche nel Sud Italia. Per quanto concerne lo screening mammografico, l’ASL di Asti si posiziona al primo posto con un tasso di copertura dell’82,5%, seguita dall’ASL di Ferrara e dall’ASL di Trento. Al contrario, le performance più basse si registrano nelle ASL di Bari, Catanzaro e Cosenza.

Per quanto riguarda lo screening della cervice uterina, l’ASL di Imola si distingue, seguita da Modena e Brianza, mentre le ASL di Cosenza, Sulcis e Alto Adige mostrano dati meno incoraggianti. Infine, nello screening del colon, l’ASL di Aosta emerge come la migliore, seguita dalla Polesana e da Alessandria, mentre le performance più critiche si riscontrano ancora nelle ASL di Bari, Cosenza e Foggia.

La situazione attuale riflette un sistema sanitario in evoluzione, che deve affrontare sfide significative per garantire un servizio adeguato e tempestivo a tutti i cittadini.

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