Cardiopatie congenite: al Bambino Gesù arriva il “Generatore Wireless” per il cuore

Veronica Robinson

Novembre 27, 2025

Una giovane donna con una grave cardiopatia congenita ha ricevuto due pacemaker senza fili per stimolare simultaneamente l’atrio e il ventricolo del cuore. Questo innovativo intervento, il primo del suo genere, è stato eseguito nei giorni scorsi presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il dottor Fabrizio Drago, responsabile del reparto di cardiologia e aritmologia, insieme al suo team, ha condotto questa procedura pionieristica, che rappresenta un significativo passo avanti nella cura dei pazienti affetti da patologie cardiache complesse.

Un intervento all’avanguardia

La giovane paziente, pesando solo 36 kg, è affetta da una grave forma di cardiopatia congenita, nota come tetralogia di Fallot. A causa della sua condizione clinica complicata, aveva già sperimentato infezioni legate ai precedenti sistemi di stimolazione cardiaca. I tradizionali pacemaker richiedono l’uso di fili e una tasca chirurgica sottocutanea per ospitare il generatore di impulsi, il che può comportare rischi di infezione. Le infezioni già avvenute avevano reso impossibile un reimpianto con metodi convenzionali, rendendo necessario un approccio innovativo.

Il pacemaker leadless è un dispositivo di piccole dimensioni, che viene inserito direttamente all’interno del cuore attraverso una vena della gamba. Questo metodo elimina la necessità di fili e di una tasca sottocutanea, riducendo il rischio di complicazioni come infezioni e sanguinamenti. Nonostante le sue dimensioni ridotte, la durata della batteria è comparabile a quella dei dispositivi tradizionali, con una vita utile stimata tra i 7 e i 10 anni.

Nel caso specifico, l’équipe medica ha impiantato due dispositivi: uno nell’atrio destro e l’altro nel ventricolo destro. Questa tecnica consente una stimolazione sequenziale, garantendo una sincronizzazione ottimale tra le due camere cardiache e migliorando la tolleranza della paziente alle attività quotidiane. Il dottor Drago ha sottolineato che il pacemaker leadless offre notevoli vantaggi, tra cui l’assenza di cateteri e tasche chirurgiche, un maggiore comfort psicologico ed estetico e un’efficienza paragonabile ai metodi tradizionali.

Il ruolo dell’ospedale Bambino Gesù nella cura delle cardiopatie congenite

Negli ultimi decenni, i progressi nella cardiochirurgia e nella cardiologia interventistica pediatrica hanno permesso a circa il 90% dei bambini nati con una cardiopatia congenita di raggiungere l’età adulta. Questo ha portato a un aumento della popolazione di cardiopatici congeniti adulti, conosciuti come pazienti GUCH (Grown Up Congenital Heart) o ACHD (Adults with Congenital Heart Disease). Anche se questi pazienti riescono a gestire la loro condizione, necessitano di controlli regolari e di assistenza specialistica per tutta la vita.

Per affrontare questa crescente necessità, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha creato l’Unità Operativa Semplice di Cardiologia del Congenito Adulto, che nel 2024 ha preso in carico circa 3.000 pazienti. Diretta dalla dottoressa Claudia Montanaro, l’Unità adotta un approccio multidisciplinare che riunisce le competenze di cardiologi clinici, interventisti, aritmologi, cardiochirurghi, radiologi, intensivisti, psicologi e altri specialisti, in base alle esigenze di ciascun paziente. La dottoressa Montanaro ha evidenziato l’importanza di un approccio personalizzato nella gestione di questi pazienti, per garantire loro la migliore qualità di vita possibile mentre affrontano le sfide della transizione all’età adulta.

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