A novembre 2025, i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) rivelano un calo significativo della fiducia dei consumatori, che passa da 97,6 a 95. Questo ribasso ha suscitato preoccupazioni, specialmente con l’avvicinarsi delle festività natalizie.
Il calo della fiducia dei consumatori
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha commentato con toni allarmati il recente andamento, sottolineando come questo possa preludere a un “Natale in bianco“. Dopo una fase di ottimismo registrata a ottobre, il brusco calo della fiducia è emblematico di una situazione economica in deterioramento. Dona ha evidenziato che sia il giudizio sulla situazione economica delle famiglie sia le aspettative future hanno subito un decremento, rispettivamente di 3,5 e 4,4 punti percentuali.
Le prospettive di acquisto per beni durevoli, che tradizionalmente aumentano durante il periodo natalizio, sono anch’esse in calo. Questa situazione è ulteriormente aggravata dall’introduzione del bonus elettrodomestici a novembre, che non sembra aver avuto un impatto positivo sull’andamento dei consumi. Dona ha espresso una forte preoccupazione per il futuro, evidenziando come le manovre di bilancio del governo non stiano affrontando le reali problematiche economiche, con il 62,2% delle risorse destinate al 20% più ricco della popolazione, come rivelano i dati Istat.
Implicazioni per i consumi e l’economia
Il calo della fiducia dei consumatori ha implicazioni dirette sui consumi, un fattore cruciale per la crescita economica. La diminuzione delle aspettative e del giudizio sulla situazione economica domestica potrebbe tradursi in una contrazione della spesa durante le festività, un periodo che storicamente rappresenta un momento di picco per il commercio al dettaglio. Le famiglie potrebbero decidere di limitare gli acquisti, influenzando negativamente non solo il settore della vendita al dettaglio, ma anche l’intera economia nazionale.
Dona ha messo in evidenza come, in un contesto di consumi stagnanti e di crescita del Prodotto Interno Lordo (Pil) asfittica, le misure di stimolo economico adottate non sembrano sufficienti. La mancanza di interventi mirati a sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione potrebbe amplificare il rischio di un periodo festivo caratterizzato da un consumo ridotto, con conseguenze a lungo termine per l’economia italiana.
Il quadro delineato dai dati Istat e dalle dichiarazioni di esperti come Dona suggerisce una necessità urgente di rivedere le politiche economiche attuali per affrontare le sfide che si profilano all’orizzonte.
