L’influenza si presenta in anticipo e con maggiore intensità rispetto al 2022. Oms: “Atteso picco tra dicembre e gennaio”

Veronica Robinson

Novembre 27, 2025

La stagione influenzale del 2025 ha mostrato un inizio particolarmente intenso. Secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, dall’inizio dell’autunno, già 2,1 milioni di italiani hanno sofferto di infezioni respiratorie. I virus responsabili di questo aumento sono vari, spaziando dai Rhinovirus al SarsCoV2. Negli ultimi giorni, si è registrata una crescita significativa dei virus influenzali, in particolare a causa della nuova variante del virus influenzale A/H3N2 (subclade K), che ha anticipato il picco della stagione di 3-4 settimane, come riportato dall’European Centre for Disease Prevention and Control. In Italia, la scorsa settimana, l’11,2% dei campioni analizzati dai laboratori coinvolti nella sorveglianza dell’ISS ha evidenziato la presenza di virus influenzali, un dato notevole, considerando che l’anno precedente questo valore era stato raggiunto solo a metà dicembre.

Colpiti soprattutto i bambini piccoli

I più vulnerabili in questa stagione influenzale sono, come sempre, i bambini piccoli. Nella settimana scorsa, sono stati registrati oltre 25 casi di infezioni respiratorie ogni 1.000 bambini. Gli esperti avvertono che il virus presenta una notevole capacità di mutazione, simile a quella del Covid, permettendo alle nuove varianti di sfuggire sia all’immunità naturale sia a quella indotta dai vaccini precedenti. Questo rende la situazione particolarmente preoccupante per la salute dei più giovani.

Proiezioni allarmanti per il numero di casi

Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha lanciato un allerta riguardo alla possibile incidenza dell’influenza in Italia quest’anno, stimando tra i 18 e i 20 milioni di casi, ovvero un italiano su tre. Bassetti ha evidenziato che i dati provenienti dalla Gran Bretagna indicano una situazione critica, con l’influenza che è arrivata prima del previsto, nonostante una popolazione altamente vaccinata. La stessa tendenza si sta manifestando anche in Italia. Sul fronte della prevenzione, il quadro è preoccupante: solo un italiano su cinque si vaccina, e tra gli anziani la copertura vaccinale scende a uno su due, ben lontano dall’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, fissato al 75%.

Appello alla vaccinazione da parte dei medici di famiglia

I medici di famiglia, riuniti a Firenze per il congresso della Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), hanno sottolineato la necessità di vaccinarsi senza indugi. Alessandro Rossi, presidente della Simg, ha richiamato l’attenzione sulla situazione allarmante registrata in Australia, Nuova Zelanda e in vari Paesi asiatici, dove si è verificata una stagione influenzale intensa, mettendo sotto pressione i servizi sanitari. Sebbene non sempre le dinamiche siano identiche a quelle dell’emisfero sud, il trend attuale è chiaro. I medici insistono sull’importanza della vaccinazione come strumento fondamentale per ridurre le complicanze e la pressione sugli ospedali.

Tecla Mastronuzzi, responsabile della Macroarea Prevenzione della Simg, ha affermato che ogni incremento della copertura vaccinale si traduce in una diminuzione delle complicanze e dei ricoveri. La vaccinazione rimane la misura più efficace per prevenire esiti gravi, e si raccomanda la co-somministrazione con altre vaccinazioni, inclusi i vaccini contro Covid-19, Pneumococco, Virus Respiratorio Sinciziale e Herpes Zoster.

Situazione del virus respiratorio sinciziale e considerazioni finali

Notizie contrastanti emergono riguardo alla protezione dal virus respiratorio sinciziale. Secondo i dati dell’Osservatorio sul virus respiratorio sinciziale di Cittadinanzattiva, la profilassi neonati con l’anticorpo monoclonale preventivo ha superato l’80%. Tuttavia, permangono criticità nella vaccinazione delle donne in gravidanza e degli anziani. Valeria Fava, coordinatrice nazionale delle politiche per la salute di Cittadinanzattiva, ha dichiarato che, sebbene l’Italia disponga di tutti gli strumenti necessari, manca una visione programmatica unitaria. Ha sottolineato che la prevenzione non deve essere vista come una spesa, ma come un investimento strategico in grado di generare risparmi significativi per il servizio sanitario nazionale.

Previsioni dell’OMS Europa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunicato che nella Regione europea la stagione influenzale è iniziata circa quattro settimane prima del solito, con un trend simile a quello osservato nella stagione 2022-2023. L’attività dei virus influenzali varia da Paese a Paese, con alcuni che registrano un aumento dei casi in anticipo rispetto ad altri. In base ai dati, si prevede che la positività ai test influenzali nelle cure primarie raggiunga il 17% a metà novembre. Secondo le tendenze storiche, l’agenzia prevede un picco di circa il 50% di positività tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio, evidenziando la necessità di un’adeguata preparazione e risposta da parte dei servizi sanitari.

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