Il Rapporto SVIMEZ 2025, pubblicato recentemente, evidenzia come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) stia generando segnali di ripresa nell’economia e nel mercato del lavoro, in particolare nel Mezzogiorno. Tuttavia, tali segnali non riescono a contrastare le persistenti dinamiche migratorie e le difficoltà che affrontano le giovani generazioni. Molti ragazzi italiani continuano a scegliere le Università del Nord, attratti dalle opportunità lavorative che queste offrono, incluse possibilità all’estero.
Emigrazione e capitale umano nel Centro-nord
L’emigrazione di giovani professionisti italiani colpisce anche le regioni del Centro-Nord, che, sebbene perdano parte del loro capitale umano a favore di paesi esteri, riescono a compensare questa perdita grazie ai flussi migratori interni provenienti dal Sud. Al contrario, nel Mezzogiorno, la fuga di talenti comporta una perdita significativa per la regione e crea una segregazione per i giovani meno abbienti e meno istruiti, costretti a rimanere e spesso a lavorare in occupazioni precarie nel settore dei servizi a basso valore aggiunto. Nel frattempo, il settore manifatturiero continua a stagnare o a subire contraccolpi. Per trattenere le competenze nelle aree meridionali e superare il problema dei salari bassi e del lavoro precario, diventa fondamentale migliorare la qualità dell’occupazione e le retribuzioni. Sebbene il Sud abbia registrato una crescita maggiore rispetto al Centro-Nord tra il 2021 e il 2024, il numero di persone in condizioni di povertà è aumentato di 100.000 unità.
Settore dell’edilizia e investimenti pubblici
Il Rapporto sottolinea che il settore dell’edilizia ha fornito un contributo decisivo alla crescita del Mezzogiorno, inizialmente sostenuto dagli incentivi del controverso Superbonus e successivamente dagli investimenti pubblici legati al PNRR. Tra il 2022 e il 2025, gli investimenti da parte dei Comuni sono raddoppiati, conferendo una spinta significativa alla crescita. Le previsioni indicano che il Sud continuerà a crescere più del Nord finché il PNRR sarà in vigore. Tuttavia, rimane da vedere quale sarà il futuro di questa crescita una volta concluso questo “intervento straordinario dell’Europa”.
Politiche di coesione e potenzialità non sfruttate
Il Rapporto SVIMEZ evidenzia che, sebbene le risorse del PNRR siano state destinate principalmente alla revisione di un sistema stagnante, esiste l’aspettativa di un ritorno a politiche di coesione deludenti. Sviluppare realmente il territorio implica un cambiamento significativo, non una mera manutenzione delle strutture esistenti. Questa necessità non riguarda solo il Mezzogiorno, ma si estende anche al Centro-Nord e, in effetti, a tutto il Paese. La Commissione Europea ha definito l’Italia prigioniera della “trappola dello sviluppo”, nonostante le potenzialità inespresse, come la posizione strategica nel Mediterraneo, che potrebbe favorire la realizzazione della “doppia transizione” prevista dall’Unione Europea.
Transizione energetica e risorse geotermiche
Per affrontare la transizione energetica, è essenziale mettere in campo in modo sistematico risorse come l’energia geotermica, che potrebbe contribuire significativamente all’autonomia energetica del Paese. Le regioni meridionali, ricche di questa risorsa, potrebbero beneficiare di un potenziale sviluppo delle Autostrade del Mare, fondamentali per una logistica efficiente, che si basa su porti e retroporti attrezzati e incentivati dai privilegi fiscali delle Zone Doganali Intercluse. Questi sviluppi potrebbero rappresentare un passo importante verso la realizzazione di un sistema logistico a valore aggiunto, capace di sostenere la crescita economica delle aree meridionali.
