V edizione degli Stati generali della Natalità: Mattarella avverte sui conti pubblici

Rosita Ponti

Novembre 27, 2025

La struttura demografica di un Paese è un riflesso diretto del progetto di vita dei suoi cittadini, rappresentando la libertà di questi nel definire il proprio futuro. Questo aspetto si rivela cruciale per comprendere come le scelte individuali possano influenzare il bene comune. Nella Repubblica Italiana, i temi legati alla natalità emergono come un dovere delle istituzioni pubbliche, che devono garantire ai cittadini la possibilità di esprimere liberamente la loro vocazione alla genitorialità, contribuendo così al progresso collettivo.

Il valore delle generazioni

Ogni comunità è consapevole che la continuità della società si manifesta attraverso il passaggio delle generazioni. Il tasso di sostituzione demografica è strettamente legato al modello di società che si è sviluppato nel tempo. Questo tema è di vitale importanza non solo per l’Italia, ma per l’intero continente europeo. Gli squilibri demografici, infatti, portano a cambiamenti significativi, influenzando le relazioni sociali, la vita comunitaria e i modelli culturali, oltre a determinare le aspirazioni dei cittadini.

Attualmente, la società italiana sta vivendo un invecchiamento della popolazione, un fenomeno che, sebbene possa essere visto come un segno di progresso, porta anche a una scarsa rigenerazione demografica. I giovani sono sempre meno numerosi, una situazione che si è verificata storicamente solo in seguito a eventi catastrofici. Inoltre, i dati mostrano disallineamenti preoccupanti: dove i consumi privati sono più elevati, si registra una minore natalità.

Le cause degli squilibri demografici

Per secoli, la crescita della popolazione è stata direttamente correlata alle risorse disponibili in un territorio. Oggi, questa relazione sembra invertita, creando contraddizioni evidenti. Dove i consumi sono maggiori, la generatività diminuisce, portando a una riflessione sui valori che caratterizzano le varie comunità a livello globale. Gli effetti di questi squilibri si manifestano in vari ambiti: sociale, economico e occupazionale, influenzando il grado di civiltà e coesione sociale di un Paese.

La natalità è stata definita da Papa Francesco, durante l’edizione degli Stati generali di due anni fa, come “l’indicatore principale per misurare la speranza di un popolo“. Questo concetto invita a considerare la vita e il futuro come beni preziosi, la cui qualità non può essere misurata solo in termini economici. La natalità influisce direttamente sulla percezione di sicurezza e precarietà all’interno della società.

Le sfide della generatività

La questione delle nascite è strettamente legata a fattori culturali, sociali e antropologici, che possono limitare le prospettive personali e collettive. Il calo della popolazione colpisce in modo particolare le aree interne, specialmente nel Sud Italia e nelle Isole. Secondo i dati forniti dall’Istat, tra il 2014 e il 2024, i Comuni periferici hanno visto una diminuzione della popolazione di oltre il 6%, mentre i Comuni ultra periferici hanno registrato un calo vicino all’8%.

Il “rinnovo generazionale debole” rappresenta una sfida per la sostenibilità dei conti pubblici e per la coesione tra le generazioni. È incoraggiante che le istituzioni stiano cercando di trasformare la consapevolezza di questo problema in azioni concrete. Il lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica potrebbe rivelarsi utile in questo contesto.

Il ruolo delle istituzioni e della società

Le pubbliche istituzioni hanno un ruolo fondamentale nel creare un ambiente favorevole alla natalità. Condizioni di lavoro adeguate e un sistema di servizi sociali efficiente possono favorire la decisione di avere figli, piuttosto che spingere verso la rinuncia. Tuttavia, i giovani si trovano spesso in una situazione di ritardo rispetto a molte tappe fondamentali della vita, come trovare un’occupazione stabile, diventare autonomi, accedere a una casa e formare una famiglia.

Queste difficoltà sono amplificate da precarietà lavorativa, bassi redditi e carenze nei servizi, che complicano la conciliazione tra lavoro e vita familiare. La generatività ha un valore umano e sociale, richiedendo un impegno collettivo per garantire un ambiente favorevole alla natalità. È un tema che deve far parte del dibattito pubblico e si ricollega all’articolo 31 della Costituzione, che sottolinea l’importanza di sostenere la formazione della famiglia e proteggere la maternità e l’infanzia.

L’Italia affronta anche una carenza di manodopera specializzata, un problema che non può essere risolto con misure immediate. È importante notare che affrontare il tema della natalità non è in contrapposizione all’integrazione dei migranti, che contribuiscono in modo significativo al benessere della comunità. La loro integrazione è essenziale per favorire un ambiente in cui la vita possa prosperare.

Il futuro delle famiglie e della società italiana è legato alle scelte che vengono fatte oggi. Una società che accoglie la vita e le persone è destinata a diventare più forte e resiliente, in grado di affrontare le sfide del domani.

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