Evasione fiscale nel florovivaismo: rilevati oltre 10 milioni di euro non dichiarati

Veronica Robinson

Novembre 28, 2025

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Treviso ha recentemente concluso un’importante operazione fiscale che ha messo in luce un sofisticato sistema di evasione fiscale. L’indagine, avviata a febbraio 2025 dal Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali di Roma, ha riguardato una società commerciale attiva nella gestione di un garden center situato nel vittoriese. In particolare, sono emerse irregolarità relative agli anni d’imposta dal 2019 fino a luglio 2025, con risultati allarmanti: oltre 10 milioni di euro di ricavi non dichiarati al Fisco, corrispondenti a una base imponibile sottratta a tassazione di circa 5 milioni di euro.

Il meccanismo di frode

La frode orchestrata dalla titolare della società si basava su un ingegnoso sistema di deviazione dei ricavi verso un’altra impresa agricola, riconducibile alla sorella della responsabile. Questa impresa, ubicata nella stessa sede del garden center, beneficiava di un regime fiscale più favorevole rispetto a quello delle normali società commerciali. Attraverso questo stratagemma, l’imprenditrice riusciva a ridurre significativamente il carico fiscale della sua attività, trasferendo la maggior parte degli incassi alla società agricola, che godeva di una tassazione agevolata.

Durante le verifiche, gli agenti della Tenenza di Vittorio Veneto hanno accertato che, sebbene le vendite del garden center fossero gestite dalla società commerciale, i ricavi erano in gran parte fatturati dalla società agricola. Questo sistema ha permesso di occultare una somma considerevole, con conseguenze legali di rilevante entità. Infatti, l’evasione fiscale ha superato le soglie di rilevanza penale, costringendo la titolare a rispondere anche del reato di infedele dichiarazione, per non aver dichiarato imposte su ricavi stimati intorno ai 2,5 milioni di euro, tra IRPEF e IVA.

Violazioni e sanzioni

Le indagini hanno rivelato ulteriori irregolarità, con 876 violazioni della normativa antiriciclaggio, che impone limiti sui trasferimenti di denaro contante. In numerosi casi, i finanzieri hanno documentato trasferimenti di somme significative tra le due sorelle, effettuati in contante e superiori ai limiti stabiliti dalla legge. Questo comportamento ha portato a sanzioni severe, con importi che potrebbero superare i 43 milioni di euro.

La Guardia di Finanza ha quindi intensificato i controlli su tali pratiche, evidenziando l’importanza della trasparenza fiscale e della legalità nelle operazioni commerciali. Le conseguenze di queste irregolarità non riguardano solo la sfera economica, ma anche quella penale, sottolineando come la lotta all’evasione fiscale sia una priorità per le autorità italiane. La situazione attuale rappresenta un chiaro avvertimento a chiunque tenti di eludere le normative fiscali, evidenziando l’impegno delle forze dell’ordine nel garantire il rispetto delle leggi.

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