Il quotidiano La Stampa sotto assedio da parte dei sostenitori di Pro Pal. Meloni esprime solidarietà.

Veronica Robinson

Novembre 28, 2025

Durante le manifestazioni per lo sciopero generale del 28 novembre 2025, un episodio di **violenza** ha colpito la redazione de La Stampa a **Torino**. Un gruppo di **contestatori**, sostenitori della causa pro **Palestina**, ha preso di mira la sede del noto **quotidiano**, lanciando **letame** contro le cancellate e imbrattando i muri con **frasi ingiuriose**. Questo atto di **vandalismo** è avvenuto in un contesto di crescente **tensione sociale**, in cui le manifestazioni hanno attirato l’attenzione dei **media** e dell’**opinione pubblica**.

Le scritte contro i giornalisti

Tra le **frasi** scritte dai contestatori spiccava: “**Giornalisti** complici dell’arresto in **Cpr** di **Mohamed Shahin**”. Questa affermazione si riferisce alla recente convalida del trattenimento dell’**imam** di via **Saluzzo**, avvenuta presso il **Centro di Permanenza per il Rimpatrio** di **Caltanissetta**, da parte della **Corte d’Appello di Torino**. L’imam, che ha descritto l’attacco del 7 ottobre come “un atto di **resistenza**, avvenuto dopo anni di **occupazione**”, è diventato un simbolo della **lotta** per i **diritti** dei **migranti**, attirando l’attenzione di **attivisti** e sostenitori.

Dopo aver danneggiato l’esterno della redazione, i **manifestanti** hanno forzato un ingresso laterale per entrare all’interno, dove hanno trovato la redazione vuota a causa dell’adesione dei **giornalisti** allo sciopero indetto dalla **Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi)**. Uno dei contestatori ha preso la parola al microfono, dichiarando: “Non è finita qua, la **Palestina** la vogliamo libera come vogliamo libero il nostro compagno e fratello **Mohamed Shahin**”. Questo gesto ha messo in evidenza le **tensioni** tra il mondo del **giornalismo** e i gruppi **attivisti**, con accuse di **parzialità** e **distorsione** della **verità**.

Le reazioni delle istituzioni

L’episodio ha suscitato una forte **condanna** da parte delle **istituzioni**. La presidente del **Consiglio**, Giorgia Meloni, ha contattato il direttore de La Stampa, Andrea Malaguti, per esprimere la sua **solidarietà** a lui e a tutti i **giornalisti** della testata. Durante la conversazione, Meloni ha definito l’**irruzione** nella redazione come un fatto **gravissimo**, che richiede una **condanna** chiara e inequivocabile. Anche il **ministro** degli **Interni**, Matteo Piantedosi, ha espresso la sua **vicinanza** a Malaguti, avviando una verifica approfondita sui **fatti**, che ha etichettato come “**inaccettabili**”.

Anche il **partito** **Democratico** ha preso posizione, con la segretaria Elly Schlein che ha contattato Malaguti per esprimere **solidarietà** a lui e a tutti i **dipendenti** de La Stampa. Schlein ha descritto l’**irruzione** come un atto **grave** e **inaccettabile**, sottolineando l’importanza di ogni sede di **giornale** come presidio di **libertà** e **democrazia**. Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla **libertà di stampa** in **Italia**, evidenziando le **sfide** che i **giornalisti** affrontano nel loro lavoro quotidiano.

×