L’analisi dei dati economici forniti dall’Istat ha svelato che nel terzo trimestre del 2025 il Prodotto Interno Lordo (Pil) italiano ha registrato un incremento dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, un risultato che si discosta dalla precedente previsione di una variazione nulla. Queste informazioni sono state divulgate oggi, 5 novembre 2025, e hanno suscitato reazioni significative da parte degli esperti.
Dichiarazioni di massimiliano dona
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha espresso il suo disappunto riguardo a questi risultati, sottolineando che il Paese continua a rimanere stagnante. “È una magra consolazione passare da una variazione nulla a un esiguo +0,1%”, ha commentato Dona, evidenziando la precarietà della situazione economica attuale.
Spesa delle famiglie italiane
Un altro dato preoccupante riguarda la spesa delle famiglie italiane, che è rimasta sostanzialmente invariata, con un incremento di appena 0,1%. Dona ha spiegato che questa voce rappresenta il 56,4% del Pil nazionale, il che implica che senza un miglioramento della situazione economica delle famiglie, non ci sarà spazio per una crescita significativa in Italia. “Le famiglie sono costrette a vivere alla giornata, acquistando solo il necessario per arrivare a fine mese”, ha aggiunto.
Critiche alla manovra economica
L’analisi di Dona si è estesa anche alla manovra economica attuale, che, secondo lui, necessita di una revisione radicale. Ha criticato le modifiche all’Irpef, affermando che il 85,2% delle risorse è destinato al 40% più ricco della popolazione, trascurando il 60% più povero. “Questo è un Robin Hood al contrario”, ha dichiarato, sottolineando che l’approccio attuale avrà un effetto minimo sui consumi, poiché le fasce più abbienti hanno una bassa propensione marginale al consumo.
Necessità di cambiamento nelle politiche economiche
Le dichiarazioni di Dona mettono in evidenza la necessità di un cambiamento nelle politiche economiche italiane, affinché si possa stimolare una vera crescita e migliorare le condizioni di vita delle famiglie. Con un contesto economico così fragile, la strada verso la ripresa sembra ancora lunga e complessa.
