La questione riguardante il ponte sullo stretto di Messina ha assunto contorni più complessi a seguito delle recenti dichiarazioni della Corte dei conti. Nel mese di ottobre 2025, l’ente ha evidenziato diverse irregolarità , tra cui la violazione della direttiva europea sulla conservazione dell’habitat naturale, le modifiche sostanziali al contratto originario e l’assenza del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti riguardo al piano tariffario, fondamentale per il piano economico e finanziario.
Motivazioni della corte
Le motivazioni espresse dalla Corte, sebbene critiche, non bloccano il percorso per la realizzazione dell’infrastruttura. Secondo una nota ufficiale, il ministero sta già lavorando per affrontare le problematiche sollevate, con il supporto di tecnici e giuristi. Palazzo Chigi ha confermato questa posizione, sottolineando l’importanza di un’analisi approfondita da parte del governo e delle amministrazioni coinvolte. L’obiettivo rimane quello di chiarire i punti controversi e favorire un dialogo costruttivo, nella speranza di portare avanti un progetto che è considerato strategico per l’Italia e atteso da anni.
Ottimismo dell’amministratore delegato
L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Ciucci, ha espresso ottimismo riguardo alla possibilità di trovare soluzioni adeguate in risposta alle osservazioni della Corte. Ha sottolineato l’impegno della società per riprendere i lavori del ponte, seguendo le modalità previste dalla legge speciale approvata dal Parlamento, che ha definito l’opera come di preminente interesse nazionale. Tuttavia, Ciucci ha anche richiesto chiarezza sulle motivazioni relative alla seconda bocciatura, avvenuta il 17 novembre 2025, per poter affrontare le questioni in modo efficace e tempestivo.
Situazione attuale
La situazione rimane in evoluzione, con il governo e le autorità competenti che lavorano per trovare un equilibrio tra le esigenze normative europee e la realizzazione di un’infrastruttura considerata vitale per il futuro del Paese.
