Le recenti analisi condotte da Denise Albani, esperta nel campo forense, hanno rivelato che le tracce di DNA rinvenute nel caso di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco, portano a un soggetto di sesso maschile, identificabile attraverso il cromosoma Y. Questo DNA è compatibile con i membri della famiglia Sempio, inclusi il padre, gli zii e possibili cugini maschi. Tuttavia, è importante notare che nessuno di questi individui ha mai messo piede nella casa del delitto, ad eccezione di Andrea Sempio. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il risultato delle analisi sul DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima potrebbe portare a una richiesta di rinvio a giudizio all’inizio del 2026.
Il DNA come prova cruciale
Il DNA, sebbene non possa essere considerato l’elemento decisivo del caso Garlasco, rappresenta un fattore di grande peso nel contesto del processo. Le analisi effettuate durante l’incidente probatorio, che avranno valore legale in un eventuale processo, potrebbero rivelarsi determinanti. In passato, si era sostenuto che i dati sul DNA non fossero utilizzabili per comparazioni, ma le recenti scoperte hanno smentito le affermazioni del perito Francesco De Stefano, che aveva analizzato il materiale genetico prelevato dalle unghie di Chiara. Nel 2014, la famiglia Poggi aveva richiesto questo accertamento con la convinzione che potesse contenere il DNA dell’assassino.
Dopo aver escluso un match con il DNA di Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio, i legali di Stasi, Gian Luigi Tizzoni e il genetista Marzio Capra, hanno continuato a sostenere l’inutilità di queste analisi. A loro avviso, si tratta di dati scientifici non attendibili. Al contrario, i legali della famiglia Poggi considerano questi risultati come valori “non consolidati”, in quanto non replicati secondo le procedure stabilite dal perito De Stefano.
La questione del contatto
La questione ora si sposta su come il DNA di Andrea Sempio sia giunto sulle mani di Chiara Poggi. La difesa sostiene che Sempio frequentasse frequentemente la casa, suggerendo che il DNA possa essere frutto di un contatto indiretto. Secondo questa teoria, Chiara potrebbe aver toccato un oggetto, come un telecomando o una tastiera del computer, che era stato manipolato da Sempio in precedenza, poiché il DNA può rimanere sulle superfici per un lungo periodo.
Tuttavia, questa spiegazione non convince completamente tutte le parti coinvolte nel caso. La battaglia legale continua a concentrarsi sulla validità delle prove e sull’interpretazione dei dati scientifici, con le parti in causa che presentano posizioni contrastanti.
Indizi e movente
I magistrati di Pavia, intanto, affermano di aver ricostruito dettagliatamente il movente del delitto. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, gli inquirenti hanno raccolto “plurimi indizi contro Sempio“. L’orientamento dei pubblici ministeri è di chiudere le indagini all’inizio del nuovo anno e di procedere con una richiesta di rinvio a giudizio. Successivamente, le carte potrebbero essere inviate alla procura generale di Milano per valutare la possibilità di una revisione della condanna di Alberto Stasi.
Andrea Sempio, nel frattempo, ha dichiarato di sentirsi perseguitato e ha indicato Alberto Stasi come il vero colpevole del delitto. La situazione attuale del caso continua a evolversi, con nuove scoperte e dichiarazioni che potrebbero influenzare il corso della giustizia.
