La dittatura e il dittatore rappresentano concetti fondamentali nel linguaggio istituzionale dell’antica Roma. Questi termini, insieme a quello di impero, costituiscono probabilmente i pochi concetti politici originari romani che, attraversando i secoli, hanno mantenuto la loro rilevanza fino ai giorni nostri.
Il concetto di dittatura nell’antica Roma
Nell’odierna società, l’idea di dittatura è prevalentemente associata a connotazioni negative. Tuttavia, è interessante notare che a Roma, questo concetto si afferma sin dall’inizio della repubblica. La dittatura si sviluppa come una magistratura formalmente prevista dall’ordinamento, concepita come uno strumento legale, sebbene estremo, per garantire la pace e l’ordine all’interno della repubblica.
Elementi chiave della dittatura
La paura, il terrore, la discordia e le situazioni di emergenza sono elementi chiave che hanno sempre accompagnato il ricorso alla dittatura. Questo stato di psicosi collettiva spinge il popolo e i governanti a cercare un leader unico, un individuo percepito come dotato di virtù straordinarie e quasi sacre, in grado di ricompattare la collettività e garantirne la sopravvivenza. Questa rappresenta la genesi dell’idea di un potere assoluto. Esaminare questa tematica offre strumenti critici per interpretare il presente, le sue dinamiche nascoste e i potenziali pericoli che ne derivano.
Intervista con Barbara Biscotti
Abbiamo esplorato questi temi con Barbara Biscotti, autrice del saggio “Dictatura. Roma e l’invenzione di un potere assoluto”.
Il contributo di Barbara Biscotti
Barbara Biscotti è docente di Istituzioni di diritto romano e Storia del diritto romano presso l’Università di Milano-Bicocca. È autrice di una vasta gamma di saggi e monografie scientifiche, oltre a volumi di carattere storico-divulgativo. La sua expertise nel campo offre una visione approfondita e critica della dittatura nell’antica Roma e delle sue implicazioni nel contesto contemporaneo.
