Scandalo per corruzione: si dimette Andriy Yermak, consigliere di Zelensky

Rosita Ponti

Novembre 29, 2025

Un significativo sviluppo ha scosso la scena politica ucraina, con le dimissioni di Andriy Yermak, consigliere presidenziale e stretto collaboratore di Volodymyr Zelensky. La sua decisione è avvenuta in seguito a una perquisizione condotta dalle autorità nel suo appartamento, nell’ambito di un’inchiesta su un presunto scandalo di corruzione che coinvolge somme ingenti, superiori ai 100 milioni di euro. La notizia è stata riportata da diversi media locali a Kiev, evidenziando un clima di crescente tensione e incertezze politiche nel paese.

Dettagli sull’inchiesta e le dimissioni di Yermak

Il 23 novembre 2025, Andriy Yermak si trovava a Ginevra per partecipare a una conferenza stampa con il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio. Durante questo evento, Yermak ha ricevuto notizie che avrebbero cambiato il corso della sua carriera. Le forze investigative ucraine hanno avviato perquisizioni sia nel suo ufficio che nella sua residenza, nell’ambito di un’inchiesta più ampia relativa a tangenti nel settore dell’energia nucleare. Queste indagini sono collegate a un presunto coinvolgimento di un collaboratore del presidente ucraino, attualmente fuggito all’estero.

Yermak, considerato un braccio destro di Zelensky, ha rilasciato dichiarazioni in merito, affermando di aver fornito “massima collaborazione” agli inquirenti, i quali hanno avuto libero accesso alla sua abitazione. Queste dimissioni segnano un momento cruciale per l’amministrazione Zelensky, che si trova a fronteggiare non solo la crisi legata alla guerra in corso, ma anche un crescente scetticismo riguardo alla trasparenza e all’integrità del governo.

Il contesto dei negoziati di pace

Yermak si stava preparando per un viaggio negli Stati Uniti, dove avrebbe dovuto partecipare a colloqui fondamentali per la pace. Secondo fonti interne, il suo obiettivo era quello di finalizzare un accordo tra Stati Uniti e Ucraina, prima che i rappresentanti americani, Jared Kushner e Steve Witkoff, si recassero a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. La tempistica di queste dimissioni è particolarmente delicata, poiché il presidente Zelensky ha sottolineato l’importanza di rimanere concentrati sulla difesa del paese, senza distrazioni.

La conferenza di Miami, prevista per oggi, avrebbe dovuto essere un momento cruciale per il futuro delle relazioni tra Washington e Kiev. Le dimissioni di Yermak gettano un’ombra su questi sviluppi, sollevando interrogativi sulla continuità dei negoziati e sull’affidabilità dei rappresentanti ucraini.

Reazioni e implicazioni politiche

Le dimissioni di Yermak hanno suscitato reazioni contrastanti all’interno della politica ucraina. Mentre alcuni esprimono preoccupazione per la stabilità del governo e la possibilità di ulteriori rivelazioni sullo scandalo di corruzione, altri vedono questa come un’opportunità per rinnovare la leadership e affrontare le sfide con maggiore determinazione. Zelensky ha elogiato pubblicamente Yermak, ma ha anche ribadito l’importanza di mantenere la concentrazione sugli obiettivi nazionali.

Le conseguenze di questo sviluppo potrebbero influenzare non solo le dinamiche interne all’Ucraina, ma anche le relazioni con i partner internazionali, in particolare gli Stati Uniti. La gestione della crisi di corruzione diventa quindi cruciale per l’amministrazione Zelensky, che deve affrontare sia le minacce esterne che quelle interne per garantire la stabilità e la sicurezza del paese.

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