A cento anni dal Nobel a Grazia Deledda: riflessioni su Hegel, Zambrano e Proust

Veronica Robinson

Novembre 30, 2025

Grazia Deledda, scrittrice sarda e vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926, continua a rappresentare un faro di riflessione sulla memoria e sul mito nella letteratura. La sua opera, caratterizzata da una profonda esplorazione della dimensione metafisica dei personaggi, si colloca in un territorio in cui la tradizione popolare si intreccia con il senso tragico e onirico dell’esistenza umana. Attraverso un linguaggio ricco di simbolismo, Deledda riesce a trasmettere una visione della vita che trascende il semplice racconto, ponendo l’accento su archetipi che parlano direttamente alla memoria collettiva.

Il paesaggio interiore di Grazia Deledda

Il paesaggio descritto da Grazia Deledda non è semplicemente una rappresentazione geografica, ma piuttosto una dimensione fenomenologica. La scrittrice riesce a catturare l’essenza della sua terra attraverso un linguaggio che riflette le sfumature del tempo e della memoria. In opere come “Canne al vento“, il flusso della vita viene paragonato all’acqua di un fiume, suggerendo un senso di transitorietà e di inevitabilità. La capacità di Deledda di evocare emozioni attraverso la descrizione di luoghi e situazioni quotidiane è ciò che rende il suo lavoro così potente e duraturo.

I personaggi che popolano i suoi romanzi sono rappresentazioni di un’epoca in declino, non tanto in termini di grandezza epica, ma come simboli di un destino collettivo. In “Il Paese del vento“, il passato diventa un insegnamento proustiano, un richiamo a non dimenticare le proprie radici. Allo stesso tempo, “Cosima” si presenta come un’opera che esplora i limiti dell’esistenza, portando il lettore a confrontarsi con l’idea di una vita nuova che emerge dalle ceneri del passato.

La confessione e l’autocoscienza in Deledda

Grazia Deledda non si limita a narrare storie; la sua scrittura è una forma di confessione che rivela l’anima dei suoi personaggi. La sua capacità di fondere vita e letteratura si manifesta in ogni pagina, rendendo la sua opera un viaggio attraverso le esperienze umane. La scrittrice stessa afferma che “mutiamo tutti, da un giorno all’altro”, sottolineando come il tempo influisca sulle nostre vite e sulla nostra percezione di noi stessi.

In “Cosima“, il lettore viene introdotto a una protagonista che incarna la complessità delle emozioni umane. La reazione della madre al successo editoriale della figlia, con il suo timore e la sua diffidenza, riflette le tensioni sociali e familiari che caratterizzano la vita di molte donne del tempo. Questo episodio non è solo una critica sociale, ma un’illustrazione del conflitto tra ambizione e tradizione, tra desiderio di libertà e vincoli familiari.

Il simbolismo e la fenomenologia della memoria

La scrittura di Grazia Deledda si distingue per la sua capacità di esplorare il simbolismo e la fenomenologia della memoria. La sua opera non è semplicemente una cronaca di eventi, ma un’indagine profonda sulle esperienze e sui destini umani. La memoria, nella sua scrittura, è un elemento centrale che collega il passato e il presente, creando un continuum di esperienze che definiscono l’identità.

In “Elias Portolu“, Deledda descrive momenti di attesa e speranza, dove il “giorno tanto atteso” diventa un simbolo di cambiamento e rinnovamento. La sua prosa, intrisa di immagini evocative, invita il lettore a riflettere sulla propria esistenza e sul significato delle esperienze vissute. La scrittrice riesce a trasmettere una sensazione di intimità e profondità emotiva, rendendo ogni parola un tassello fondamentale nel mosaico della vita.

Grazia Deledda, attraverso la sua scrittura, continua a esplorare le complessità dell’animo umano, rivelando come la letteratura possa servire non solo come mezzo di narrazione, ma anche come strumento di introspezione e comprensione. La sua opera rimane un punto di riferimento per chi desidera comprendere le dinamiche della memoria e dell’identità, invitando alla riflessione e al dialogo su temi universali che trascendono il tempo e lo spazio.

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