Con Umerov alla guida, l’Ucraina si reca a Washington per rilanciare i negoziati diplomatici

Rosita Ponti

Novembre 30, 2025

La situazione in Ucraina continua a essere segnata da un’intensificazione delle ostilità, con le sirene che squarciano la notte e le esplosioni che risuonano nel cielo. Dall’altra parte del fronte, i droni ucraini colpiscono obiettivi strategici, come raffinerie e petroliere russe. Questo è il nuovo ritmo del conflitto, in cui Mosca aumenta gli attacchi contro le città ucraine, mentre Kiev risponde colpendo il cuore dell’economia energetica russa.

L’intensificazione degli attacchi russi

Con l’avanzare delle trattative diplomatiche, la Russia ha intensificato le sue offensive. Nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2025, oltre 36 missili e quasi 600 droni sono stati lanciati su vari obiettivi in Ucraina, causando la morte di almeno tre persone, due delle quali nella capitale. Decine di individui sono rimasti feriti a causa di questa ondata di violenza.

Le forze russe non si sono limitate a colpire aree residenziali, ma hanno concentrato i loro attacchi sulle infrastrutture energetiche, generando blackout in tutto il paese proprio mentre le temperature scendono. Il Ministero dell’Energia ucraino ha comunicato che “oltre 500.000 utenti a Kiev, più di 100.000 nella regione di Kiev e quasi 8.000 nella regione di Kharkiv sono rimasti senza corrente.” La capitale ha vissuto un ritorno al terrore dopo un periodo di relativa calma, con almeno tre raid aerei registrati nelle ultime due settimane.

La risposta di Kiev: droni contro i siti energetici

Nonostante le difficoltà, la resistenza ucraina si mantiene forte. I droni continuano a rappresentare uno strumento chiave nella strategia di difesa di Kiev. Nelle prime ore di sabato, i droni dell’esercito ucraino hanno colpito la raffineria petrolifera Afipsky situata nel territorio russo di Krasnodar, provocando un incendio che ha interessato un’area di circa 250 metri quadrati, domato solo dopo diverse ore, come riportato dalle autorità russe.

Tuttavia, l’attacco più significativo è stato quello contro due petroliere nel Mar Nero, rivendicato dal Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU). Queste navi, secondo Kiev, trasportavano petrolio russo soggetto a sanzioni. Il Ministero dei Trasporti Turco ha confermato che, venerdì sera, le petroliere Virago e Kairos, registrate sotto bandiera gambiana, sono state colpite al largo delle coste turche. Una delle due è stata nuovamente attaccata la mattina seguente.

Le navi appartengono alla cosiddetta “flotta ombra” russa, che trasporta greggio violando l’embargo imposto dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Secondo le informazioni fornite da Ankara, la Kairos stava navigando verso il porto russo di Novorossiysk, un importante terminal petrolifero che ha già subito “danni significativi” a causa di un attacco di un drone navale ucraino, che ha colpito uno dei suoi punti di ormeggio.

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