In Italia il ‘sistema cura’ si sostiene grazie al lavoro dei caregiver, 8,5 milioni in totale

Rosita Ponti

Novembre 30, 2025

Mentre l’Italia affronta un invecchiamento della popolazione, con oltre 14,5 milioni di persone sopra i 65 anni, il sistema di assistenza si basa in gran parte sul contributo di un esercito di caregiver, spesso invisibili e non formati. Secondo i dati, più di 8,5 milioni di individui, prevalentemente donne (circa il 70% del totale), si dedicano a fornire supporto a familiari, amici e vicini, occupandosi di una vasta gamma di attività che spaziano dalla cura della persona alla gestione della casa. Questo fenomeno si inserisce in un contesto in cui nascono sempre meno bambini, creando un divario crescente tra la domanda di assistenza e l’offerta disponibile.

Il progetto age-it e spoke 5

Recentemente, durante un convegno a Bologna, sono stati presentati i risultati delle ricerche condotte da team delle Università di Bologna e del Molise, in collaborazione con partner istituzionali e privati. Queste ricerche fanno parte del progetto Age-It, in particolare dello Spoke 5, dedicato alla sostenibilità dei sistemi di cura per la popolazione anziana. Marco Albertini, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna e responsabile del progetto, ha sottolineato l’importanza di considerare il benessere dei caregiver come centrale nell’approccio alla cura. La ricerca si concentra non solo sugli assistiti, ma anche su chi fornisce assistenza, evidenziando la necessità di migliorare le condizioni di chi svolge questo ruolo cruciale.

Le sfide del sistema di cura

Albertini ha messo in evidenza che, anche in presenza di risorse economiche illimitate, la mancanza di personale qualificato rappresenta una sfida significativa per il sistema di assistenza. La sostenibilità deve essere costruita ripensando il modo in cui la società produce, distribuisce e riceve assistenza. Lo Spoke 5 adotta un approccio integrato che considera le dimensioni sociali, psicologiche, educative e tecnologiche, mirando a prevenire il logoramento di chi si occupa della cura quotidiana. La ricerca ha coinvolto oltre 50 ricercatori e ha mappato e monitorato le esigenze dei caregiver, raccogliendo storie e dati per dare visibilità a queste figure fondamentali.

Iniziative e strumenti per i caregiver

Uno degli sviluppi più significativi del progetto è la creazione di piattaforme di formazione, come Care.In.For., che offre brevi video e contenuti pratici per i caregiver. Questi materiali, co-progettati con le associazioni di caregiver, trattano temi cruciali come la gestione dello stress e la comunicazione con gli assistiti. Inoltre, il progetto prevede lo sviluppo di un chatbot per fornire supporto immediato a chi si occupa di anziani con demenza e Alzheimer, offrendo suggerimenti pratici e informazioni sui servizi disponibili.

Un cambiamento culturale necessario

Il progetto Spoke 5 non si limita a creare servizi isolati, ma mira a promuovere un cambiamento culturale attorno al caregiving, spesso percepito come un fenomeno privato e femminile. Attraverso la creazione di un archivio online di biografie di caregiver, il progetto intende dare voce a queste persone, stimolando una maggiore consapevolezza collettiva e un dibattito pubblico sulla loro importanza. La trasformazione della cura in una questione sociale è essenziale per riconoscere il valore del lavoro dei caregiver e per sviluppare politiche di supporto adeguate.

Con l’evidenza che il sistema di cura in Italia sta affrontando sfide senza precedenti, è fondamentale continuare a investire in ricerca e politiche che possano garantire un sostegno adeguato a chi si occupa di assistenza, rendendo il sistema più sostenibile e umano.

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